A “Tempo di Chet”, il James Dean del jazz

16 GEN 20
Ultimo aggiornamento: 19:0616 MAG 25
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Un giorno, durante l’estate del ’52, trovai un telegramma sotto la porta di casa. Me lo mandava Dick Bock, mi pare, e diceva che Charlie Parker stava facendo audizioni ai trombettisti per alcune date nei club della California. L’audizione avrebbe avuto luogo quel giorno stesso alle tre al Tiffany Club. Mi precipitai, arrivando un po’ in ritardo, e sentii Bird che improvvisava su un pezzo con qualche trombettista. Facendomi largo a spintoni nell’oscurità del club, riuscii a intravedere Bird sul palcoscenico che volava su un blues. Mi sedetti per un paio di minuti, e mi guardai attorno. Riconobbi molti trombettisti e un sacco di altra gente che conoscevo che aveva saputo in qualche modo che Bird era lì. Vidi qualcuno salire sul palco e dire qualcosa a Bird. Mi sentii a disagio e molto nervoso quando chiese alla folla se io fossi nel club e se avessi voluto salire a suonare qualcosa con lui. Aveva passato in rassegna tutti quegli altri ragazzi, alcuni dei quali avevano molta più esperienza di me e sapevano leggere qualsiasi cosa gli mettessero davanti. Suonammo due pezzi...
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