Più spazio al contemporaneo

19 DIC 19
Ultimo aggiornamento: 19:0516 MAG 25
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Coro «Monteverdi», applausi alla lunga storia e assidui impegni per il Natale. Nato nel 1986 sotto la direzione del maestro Bruno Gini e denominato inizialmente «Canto corale», poi è diventato sempre più grande, radunando circa 40 componenti. Da allora sono passati oltre trent’anni, con spettacoli e manifestazioni ragguardevoli per la musica cremasca. Nel frattempo si sono aperte le audizioni per entrare a far parte del gruppo musicale, una grande occasione per crescere culturalmente e vocalmente. Intanto, sabato 21 (ore 21) a Crema, nella chiesa di San Bernardino dell’Auditorium Bruno Manenti, il coro si esibirà con l’esecuzione di alcuni corali di Bach e brani della tradizione natalizia.
Maestro Gini, quali sono stati i più recenti passaggi significativi dell’attività del «Coro Monteverdi»?
«Fin dal principio il coro ha assunto un livello alto che lo ha contraddistinto negli anni successivi, ricevendo riconoscimenti internazionali, tra cui i premi ad Arezzo e a Montreux in Svizzera, nei primi concorsi. Dalla metà degli anni novanta è cominciato il recupero della musica dei maestri seicenteschi di cappella del Duomo di Crema, le registrazioni discografiche, la pubblicazione delle composizioni. Infine nel nuovo millennio si sono sviluppate iniziative di carattere formativo, tra cui voci bianche e corsi di canto e musica per bambini. In questo periodo spiccano i concerti tenuti dal coro giovanile nella Cattedrale di Ribe e nel castello di Gram in Danimarca nel 2002 e nella cattedrale di Canterbury e nella chiesa di Saint Mildred nel 2007 e nel 2011».
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