La calma e la trasparenza della “Missa Solemnis”

Scrive il musicologo Arnold Werner-Jensen: “È strano come alcune opere musicali del passato sembrino avere una forza di attrazione quasi magica sugli ascoltatori dei nostri giorni, senza che si possano riconoscere in loro quelle componenti che portano in genere alla musica popolarità e facile comprensione e cioè: dimensioni ben delineate, sentimenti espressi in modo unitario e chiaro, una melodia bella ed orecchiabile ed un’armonia intelligibile, tanto per citare i criteri più ovvi.
Fra queste opere c’è la Missa solemnis di Beethoven; oppure, per rimanere in ambito sacro, la Messa in Si minore di Johann Sebastian Bach e soprattutto, quale esempio estremo nel campo della musica strumentale, l’Arte della Fuga bachiana. Sembra quasi che esista nella musica una popolarità del difficile, del misterioso, dell’incompreso. Si ha l’impressione che qui l’atmosfera del luogo di esecuzione, della chiesa (dove, è noto che l’Arte della Fuga viene spesso eseguita) produca un’aura di misticismo, di religiosità, che si dimostra a sua volta una solida base per la ricezione di una opera d’arte particolarmente complessa, o almeno per la disponibilità alla ricezione”. L’imponente monumento musicale di Beethoven è protagonista domani sera, sabato 14 dicembre, alle 21, in Cattedrale. Sul podio Antonio Greco, a capo del Coro Costanzo Porta e dell’Orchestra Cremona Antiqua. I solisti sono Federica Raja (soprano), Anna Bessi (mezzosoprano), Matteo Mezzaro (tenore) e Alessandro Ravasio (basso)...
Fra queste opere c’è la Missa solemnis di Beethoven; oppure, per rimanere in ambito sacro, la Messa in Si minore di Johann Sebastian Bach e soprattutto, quale esempio estremo nel campo della musica strumentale, l’Arte della Fuga bachiana. Sembra quasi che esista nella musica una popolarità del difficile, del misterioso, dell’incompreso. Si ha l’impressione che qui l’atmosfera del luogo di esecuzione, della chiesa (dove, è noto che l’Arte della Fuga viene spesso eseguita) produca un’aura di misticismo, di religiosità, che si dimostra a sua volta una solida base per la ricezione di una opera d’arte particolarmente complessa, o almeno per la disponibilità alla ricezione”. L’imponente monumento musicale di Beethoven è protagonista domani sera, sabato 14 dicembre, alle 21, in Cattedrale. Sul podio Antonio Greco, a capo del Coro Costanzo Porta e dell’Orchestra Cremona Antiqua. I solisti sono Federica Raja (soprano), Anna Bessi (mezzosoprano), Matteo Mezzaro (tenore) e Alessandro Ravasio (basso)...
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