«Cremona, città dei violini e grande fucina di archettai»

I Solisti d’Europa, ensemble di prime parti provenienti delle principali orchestre italiane - La Scala, Rai e Santa Cecilia - nasce e debutta in esclusiva in occasione dello Stradivari Memorial Day: mercoledì prossimo, 18 dicembre, alle 21, l’Auditorium Giovanni Arvedi ospita l’orchestra d’archi capitanata da Luca Ranieri, da vent’anni prima viola dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai nonché musicista nell’Orchestra della Scala sotto la direzioni di Riccardo Muti. Dopo molti anni Ranieri torna nella città di Cremona: ritroverà la città del Torrazzo dopo il periodo trascorso con Bruno Giuranna, durante i corsi di perfezionamento dell’Accademia Stauffer.
Maestro, si parla spesso delle orchestre che chiudono e dei tagli ai fondi per la cultura. Come è riuscito a mettere assieme I Solisti d’Europa?
«La nostra è una situazione completamente diversa: non abbiamo un impegno costante e i nostri concerti non sono numericamente molto numerosi. È un’orchestra composta soprattutto da amici e colleghi: ci conosciamo a ci stimiamo da tanti anni. Credo che la qualità più bella di questo gruppo risieda nel fatto che, nonostante gli impegni di ognuno, siamo riusciti a ritrovarci e a ricostituire l’ensemble. È un’idea che ho sviluppato circa dieci anni fa. Ne “I solisti d’Europa”, inizialmente, figuravano anche le prime parti dei Wiener e dei Berliner ma con il passare del tempo le nostre esibizioni si sono diradate.
«La nostra è una situazione completamente diversa: non abbiamo un impegno costante e i nostri concerti non sono numericamente molto numerosi. È un’orchestra composta soprattutto da amici e colleghi: ci conosciamo a ci stimiamo da tanti anni. Credo che la qualità più bella di questo gruppo risieda nel fatto che, nonostante gli impegni di ognuno, siamo riusciti a ritrovarci e a ricostituire l’ensemble. È un’idea che ho sviluppato circa dieci anni fa. Ne “I solisti d’Europa”, inizialmente, figuravano anche le prime parti dei Wiener e dei Berliner ma con il passare del tempo le nostre esibizioni si sono diradate.
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