Ricordando Giuseppe Modesti

21 NOV 19
Ultimo aggiornamento: 17:03 | 16 MAG 25
Immagine di Ricordando Giuseppe Modesti
Rcorre quest’anno il ventesimo anniversario della morte di Giuseppe Modesti, basso cremonese (1915-1998), tra i grandi protagonisti e interpreti del melodramma. Ne tracciamo un ricordo con Roberto Codazzi, il critico musicale che, negli anni ‘90, ha registrato le sue ultime interviste, mentre è in pieno svolgimento la Stagione Lirica del Ponchielli. E intanto segnaliamo che domenica 24 novembre (ore 17.30) all’Adafa (Casa Sperlari, via Palestro 32) lo stesso Codazzi ed Evelino Abeni, grande appassionato ed esperto di melodramma e autore di un libro proprio dedicato al basso cremonese, lo ricorderanno anche attraverso ascolti guidati.
In quale delle opere in cartellone sarebbe stato più a suo agio, secondo lei?
«Beh, anzitutto con Sonnambula - risponde Roberto Codazzi -, uno dei suoi cavalli di battaglia, il capolavoro belliniano grazie a cui, nei panni del Conte Rodolfo, il basso cremonese ha tenuto serate memorabili alla Scala, su tutte l’edizione storica del 1955 al fianco di Maria Callas, per la regia di Luchino Visconti e la direzione di Leonard Bernstein, uno spettacolo entrato di diritto tra le “icone” del teatro musicale del ventesimo secolo»...
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