«Macbeth e l’occhio della coscienza»

21 NOV 19
Ultimo aggiornamento: 17:03 | 16 MAG 25
Immagine di «Macbeth e l’occhio della coscienza»
«Macbeth è per me l’opera più inquietante di Verdi, quasi uno spartiacque nella produzione del Teatro con Musica. La strumentazione, la ricerca di innovative forme di vocalità, inedite concezioni formali e strutturali, e un nuovo rapporto tra tutte queste componenti, spesso anche in antitesi tra loro. Tutto nel Macbeth è nuovo, diverso, spesso sperimentale ma con la determinazione e la coscienza di chi sa cosa sta sperimentando». Da queste premesse, riportate dal direttore Gianluigi Gelmetti, parte anche la concezione della regìa: «Trovo che la musica di Verdi ci metta di fronte a grandi suggestioni ed emozioni: paura, angoscia, meraviglia e stupore. Ho cercato di restituire anche ciò che Verdi ci trasmette attraverso la musica». Commentava così Elena Barbalich, a presentazione del Macbeth verdiano andato in scena nel 2007 al Teatro Nacional de São Carlos, a Lisbona. Lo stesso allestimento approda stasera, venerdì 22 novembre alle 20 e 30, sul palcoscenico del Ponchielli. Parliamo dell’opera con la regista veneziana, artista per la quale il Cigno di Busseto rappresenta una sorta di destino: la Barbalich si è laureata in Lettere all’Università di Ca’ Foscari con una tesi sulla storia della rappresentazione di Aida alla Scala di Milano...
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