«Il mio Mozart così autentico»

Un gruppo compatto formano i cinque concerti per violino e orchestra composti a Saliburgo nel 1775. Sono tra le migliori prove di Mozart nello stile galante, con influenze varie: delle scuole violinistiche italiane - soprattutto Tartini e Pugnani - e di quelle francesi -Gaviniés e Guénin - e del gusto musicale viennese, particolarmente nel primo di questi concerti, quello in Si bemolle K 207. Ma il capolavoro è il quinto, in La maggiore, K 219, che prelude al raffinamento dello stile galante operato da Mozart nel 1776. Tutto vi è semplice e puro, intriso di grazia cantante e di dolcezza giovanile, e conteuto in intima e poetica unità. Esala “un fascino sovrano di giovinezza, di fresco e delicato entusiasmo: luminoso arguto e festevole il primo tempo; rapito in un’estasi di cristallina meraviglia l’adagio; singolarissimo il finale, in tempo di minuetto, dove il Trio è costituito da un vivace Allegro in minore, con coloriti accenti zigani”. Queste due pagine, così compendiate da Massimo Mila, sono le protagoniste domani sera, sabato 16 novembre all’Auditorium Arvedi. Il palcoscenico del Museo del Violino (alle ore 21) ospita concerto di Sergej Krylov...
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