«Il teatro si cala nella realtà, con stile etico»

Sfoderando la consueta ironia, ama definire se stesso «un soldato “di trincea”», giustificando in questo modo gli incontestabili sforzi nell’allestire un calendario artistico, ma nel contempo palesando una straordinaria abilità (e un’eccezionale competenza) nel saperlo fare. Al timone del teatro Comunale di Casalmaggiore ormai da vari anni, Giuseppe Romanetti osserva il calendario 2019/2020 e traccia un’immaginaria riga rossa sotto la parola che, a suo avviso, rappresenta la “chiave” attraverso la quale leggere le scelte da lui compiute. «La parola è “drammaturgia”, da intendere in senso “classico” oltreché “moderno” in ossequio a quella che è sempre stata la mia idea di teatro: mescolare, cioè, la tradizione e l’innovazione in modo da offrire al pubblico qualcosa che lo sappia interessare e affascinare. Perfino scuotere». Una “filosofia” che dà prova di enorme coraggio (da qui la decisione di ospitare a Casalmaggiore spettacoli assai originali, finanche “alternativi”), giustificato dalla volontà di porsi come rappresentante «di uno stile etico e necessario...