«Il mio Vivaldi, Amato Bene»

30 MAG 19
Ultimo aggiornamento: 18:55 | 16 MAG 25
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E' il mio sogno di bambina che si realizza. Vivaldi per me è stata come una folgorazione. Avevo 8 anni, abitavo ancora in Ucraina e studiavo pianoforte. Casualmente, per strada, ho sentito un violinista suonare: con ogni probabilità stava eseguendo “Le quattro stagioni”». Ha cambiato strada Anastasiya, per ascoltarlo meglio, e lo ha fatto anche artisticamente, sostituendo il violino al pianoforte. L’Amato bene, allora come ora, era proprio Antonio Vivaldi. «E’ davvero molto significativo, per me, che il mio primo Cd (“Amato bene”, edito da Sony alla fine dell’anno scorso) sia proprio dedicato a lui. Studiare e incidere questa meravigliosa opera è stato un momento speciale». Raggiungiamo telefonicamente la violinista Anastasiya Petryshak a Zurigo, dove è impegnata in una serie di concerti. La violinista ucraina ha con l’Italia e, in particolar modo, con Cremona un legame davvero speciale. Nel nostro Paese, infatti, si è trasferita quando aveva undici anni proprio per proseguire gli studi di violino. A quindici è stata la più giovane allieva al corso di alto perfezionamento tenuto da Salvatore Accardo all’Accademia Internazionale “Walter Stauffer” e all’Accademia Chigiana di Siena. Nel 2015 ha conseguito con lode la laurea specialistica ad indirizzo interpretativo del Corso di Alta Formazione Artistica e Musicale e, sempre nello stesso anno, è stata scelta per un progetto, ideato e voluto da Papa Francesco e dal Pontificio Consiglio per la Famiglia, che prevedeva una serie di concerti in alcune delle più importanti Cattedrali al mondo...
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