Antico e moderno, Monteverdi e le opere religiose

Con il Monteverdi degli anni veneziani riprende il fine settimana musicale offerto dal Festival di Cremona. Questa sera, venerdì 17, alle 21 il Divin Claudio è interpretato dall’ ensemble Odhecaton, formazione diretta da Paolo Da Col: nella chiesa di San Marcellino le undici voci e i cinque strumenti dell’Odhecathon eseguiranno “le opere religiose composte da un Monteverdi maturo per la Basilica di San Marco a Venezia, dove egli divenne maestro di cappella nel 1613. Emerge il contrasto dei due volti della sua scrittura musicale sacra: lo stile antico, ossia lo stile osservato “da capella”, e lo stile moderno, cioè la scrittura concertata e il canto a voce sola”. Oltre agli illustri concittadini, Monteverdi e Corradini, i cinque strumentisti (violino, cornetto, arciliuto, violotto e organo) proporranno due Sinfonie di Biagio Marini. Domani, alle 22, San Marcellino ospita invece l’ensemble vocale “Tenebrae”, condotto e istruito da Nigel Short: i sedici cantanti affrontano il Requiem a sei voci e la Missa pro defunctis di Tomás Luis de Victoria. Un programma notturno e scuro - da qui l’idea di proporlo ad ora più tarda - accostato al “Versa est in luctum” del coevo Alonso Lobo. Domenica mattina (ore 11) la Chiesa del Foppone ritorna in vita per il Theatro dei cervelli, diretto dal flautista Andrés Locatelli...
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