«Eredità da coltivare»

25 APR 19
Ultimo aggiornamento: 18:53 | 16 MAG 25
Immagine di «Eredità da coltivare»
Sono i "Contrasti creativi” il filo conduttore dell’edizione 2019 del Monteverdi Festival (la 36esima), organizzato dal Teatro Ponchielli. Sedici rappresentazioni in un mese (con una prima mondiale) e sei sedi: oltre al Teatro Ponchielli (che il 2 maggio ospita l’apertura del Festival), il Museo del Violino e le chiese del Foppone (novità assoluta), di San Marcellino, di Sant’Omobono e di Sant’Abbondio. 
Il contrasto, il tema scelto quest’anno, unisce il presente al passato. Contrapposizioni vissute e spesso “combattute” in modo aspro, violento, incolmabile. Eppure, già a partire dalla grande letteratura medievale, il contrasto tra forze pari e opposte genera poesia. Ne abbiamo parlato con Lisa Navach, consulente del Monteverdi Festival.
“Contrasti creativi” è il filo conduttore di questa edizione. E già il primo appuntamento - “Orfeo nel metro” - ne è prova evidente. Ci spiega come è nata l’idea di questo spettacolo e da cosa trae spunto?
«L’idea di questo spettacolo nasce dall’incontro con il regista Luigi De Angelis, che ci ha incuriosito per il suo approccio innovativo nei confronti dell’opera. Orfeo è una storia senza tempo, che ha affascinato per secoli poeti, pittori, filosofi, compositori. Non a caso a quel mito si rivolge Monteverdi per farne la prima vera e propria opera. Inoltre, è un’opera che ben si presta al lavoro con giovani, è un’opera corale, con tanti ruoli adatti alle giovani voci. Di qui l’idea di fare un progetto in collaborazione con la Civica di Milano di con e per i giovani»...
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