Il rock si prende la piazza

4 APR 19
Ultimo aggiornamento: 16:53 | 16 MAG 25
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I rock si prende la piazza. La piazza di AcqueDotte che, per la quinta volta, torna a fare da colonna sonora all’estate cremonese. Rock dalle mille sfaccettature per una kermesse dal respiro internazionale, non scontata, oseremmo dire “ricercata”. All’ombra del Torrazzo formazioni storiche si alternano a quelle più recenti: non solo protesta anche riflessione non solo chitarra, basso e batteria anche flauto traverso. Come opposti che si attraggono, direbbero i Negrita (ospiti della rassegna); la felicità ha il “rumore” dell’incontro su e giù dal palco.
La formula di Acquedotte è sempre la stessa: il “gemellaggio” tra Cremona e Salò che grazie al richiamo della musica mira a far conoscere i luoghi, e gli altri linguaggi dell’arte e che, con lo stesso obiettivo, rinnova l’ “aggancio” con un’altra città d’acqua dolce, quale è Mantova, per una promozione condivisa.
Dal fiume al lago, da Cremona a Salò, un unico festival ma due programmi fortemente caratterizzati che «invitano il pubblico a spostarsi da una parte all’altra», assecondando istanze diversificate: se da noi suona il rock, a Salò suonano le orchestre, di cui una è un vanto cremonese: la Magica Musica diretta da Piero Lombardi.
Il rock, dicevamo, si prende la piazza di Cremona. A cinquant’anni da Woodstock - che nel 1969 divenne l’emblema della forza comunicativa delle istanze giovanili attraverso la musica - scrive il direttore artistico della rassegna, Roberto Codazzi nella presentazione - ad AcqueDotte 2019 e alla musica viene affidata nuovamente la sua capacità di scuotere le coscienze e di “leggere” il futuro proponendo generi musicali che hanno cambiato la storia recente dell’umanità, in testa a tutti il rock...
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