«Le mie amate Mazurke, rigore e libertà emotiva»

14 MAR 19
Ultimo aggiornamento: 18:5216 MAG 25
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"Spesso la gente resta meravigliata quando affermo che il genere più difficile da interpretare è proprio quello delle Mazurke e non tanto gli Studi o le Polacche, per esempio. Rigore formale e libertà emotiva: è questo il segreto delle sue Mazurke, che incarnano lo spirito del suo popolo, ancor di più delle stesse Polacche".
Così il pianista Pietro De Maria, intervistato dopo l’incisione dell’opera omnia di Fryderyk Chopin: tredici cd che gli hanno valso le cinque stelle di “Diapason”, di “International Piano” e di “Pianiste”. Il musicista veneziano è ospite domani sera (sabato 16 marzo, ore 20 e 30) dell’Auditorium “Giovanni Arvedi”: il suo recital - dedicato a Chopin e Rachmaninoff - principia proprio con le amate Marzuke. La scelta è caduta su quella in La minore (op.67 n. 4), quella in Do maggiore (op. 24 n. 2) e quella Do diesis minore (op. 63 n. 3). L’ultima è una delle più note al grande pubblico. Alfred Cortot la considerava “la perla delle Mazurke”. Tutte e tre racchiudono le qualità citate dall’interprete, fondendo mirabilmente accenti di danza, canto, melos nostalgico e vigore ritmico. Disegno di più ampio respiro per il quarto Scherzo, il Notturno op. 27 n. 2 in Re bemolle maggiore, la Berceuse e il secondo Scherzo; pagine che De Maria accosta seguendo più l’alternanza d’umore che non particolari legami cronologici o formali....
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