«Sheherazade, autentico leitmotiv della mia vita»

La maggior parte delle persone ama la musica in quanto si propone di trovarvi delle emozioni quali la gioia, il dolore, la tristezza, un’evocazione della natura, lo spunto per sognare o ancora l’oblio della vita prosaica”. La frase di Stravinsky, immortalata nella sua autobiografia “Cronache della mia vita”, può essere trasposta a commento del concerto di Jader Bignamini: il giovane direttore d’orchestra cremasco - una delle bacchette più sorprendenti dell’ultimo decennio - è ospite giovedì prossimo, 14 marzo, del teatro Ponchielli. In programma un trittico ispirato alla fiaba: L’apprendista stregone di Dukas, Petrushka di Stravinsky e Sheherazade di Rimskij-Korsakov. Tre opere entusiasmanti per gli ascoltatori nonché estremamente impegnative per i musicisti de LaVerdi, l’orchestra milanese alla quale è affidata le ricchissima tavolozza timbrica impiegata dai tre autori russi. Ne parliamo con il musicista concittadino.
Maestro, il programma di giovedì prossimo è un autentico inno al fascino timbrico dell’orchestra. Li ha scelti per questo motivo o c’è un motivo sentimentale?
«Entrambe le cose. La linea guida principale è stata quella di unire più esigenze: prima fra tutte quello di costruire un bel programma, fruibile, d’impatto e coinvolgente per il pubblico. Il colore, i ritmi e le atmosfere di queste opere sono indubbiamente molto affascinanti, soprattutto dal punto di vista delle sfumature orchestrali: amo dirigere organici molto estesi, mi dà una soddisfazione particolare. Per quanto riguarda il lato più personale, la scelta sentimentale mi ha indotto a scegliere due brani che amo particolarmente: Sheherazade...
Maestro, il programma di giovedì prossimo è un autentico inno al fascino timbrico dell’orchestra. Li ha scelti per questo motivo o c’è un motivo sentimentale?
«Entrambe le cose. La linea guida principale è stata quella di unire più esigenze: prima fra tutte quello di costruire un bel programma, fruibile, d’impatto e coinvolgente per il pubblico. Il colore, i ritmi e le atmosfere di queste opere sono indubbiamente molto affascinanti, soprattutto dal punto di vista delle sfumature orchestrali: amo dirigere organici molto estesi, mi dà una soddisfazione particolare. Per quanto riguarda il lato più personale, la scelta sentimentale mi ha indotto a scegliere due brani che amo particolarmente: Sheherazade...
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