«Con il mio tango vi porterò nei ghetti di Buenos Aires»

Sarà il personale e caloroso “Omaggio ad Astor Piazzolla”, inventore del “nuevo tango”, il fil rouge del concerto che Alessandro Quarta, in quintetto, offrirà al pubblico cremonese domani sera, sabato 2 marzo. In scaletta una quindicina di pezzi tra i più famosi e amati di Piazzolla, da Libertango ad Adios nonino, un progetto che nella versione discografica ha permesso a Quarta di ottenere una candidatura ai Grammy Awards. Lo stesso progetto musicale che ora sarà ospitato nell’Auditorium “Giovanni Arvedi” del Museo del Violino, da lui definito in una recente intervista “l’Auditorium più bello al mondo”. Ma le “frequentazioni” cremonesi non finiscono qui: Alessandro Quarta, come ci rivela in questa intervista, ha studiato nella nostra città alla “Stauffer” sotto la guida del maestro Salvatore Accardo. «Anni - ha dichiarato - in cui Cremona mi ha dato moltissimo».
«Ho iniziato a suonare il violino all’età di 3 anni e a studiarlo a 4 anni - racconta Alessandro Quarta -. Ho iniziato a Lecce nella mia città per poi proseguire anche con gli insegnanti russi dall’età di 14 anni in Italia e all’estero. Però sono polistrumentista, oltre al violino suono come solista il pianoforte e la chitarra, ma adoro suonare anche il basso e la batteria».
«Ho iniziato a suonare il violino all’età di 3 anni e a studiarlo a 4 anni - racconta Alessandro Quarta -. Ho iniziato a Lecce nella mia città per poi proseguire anche con gli insegnanti russi dall’età di 14 anni in Italia e all’estero. Però sono polistrumentista, oltre al violino suono come solista il pianoforte e la chitarra, ma adoro suonare anche il basso e la batteria».
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