Perchè alla fine “Tutto nel mondo è burla”

Chi ha mai finito un’opera con una fuga? Ed è una delle vette musicali dell’intera composizione. È incredibile pensare che questo possa essere il finale di un’opera scritta da un uomo così anziano a cui Rossini aveva lanciato il guanto di sfida dicendogli: non scriverai mai un’opera comica. E lui la scrisse, un’opera comica…». Sono le parole di Bryn Terfel, basso-baritono gallese nonché uno degli interpreti più acclamati nel ruolo di John Falstaff, il protagonista dell’ultimo capolavoro di Giuseppe Verdi. L’autore più amato dai melomani conclude quest’opera con un sontuoso quanto divertito finale: “tutto nel mondo è burla, l’uomo è nato burlone”. Tutti ripetono questa frase e dall’elaborazione di queste parole – la celeberrima Fuga ad otto voci - e dall’aggiunta di poche altre battute ascoltiamo che “L’uom è nato burlone, la fede in cor gli ciurla, gli ciurla la ragione”.
“Il mio Falstaff - scriveva il Cigno di Busseto -, non è solo quello delle Allegre comari di Windsor, in cui è soltanto un buffone sbeffeggiato dalle donne; è anche il Falstaff dell’Enrico IV e dell’ Enrico V”». Arrigo Boito, autore del libretto, riprende la trama de “Le Allegre comari di Windsor” - la più leggera e l’ultima delle tre opere di Shakespeare in cui appare Falstaff - ma attinge anche dall’Enrico IV e...
“Il mio Falstaff - scriveva il Cigno di Busseto -, non è solo quello delle Allegre comari di Windsor, in cui è soltanto un buffone sbeffeggiato dalle donne; è anche il Falstaff dell’Enrico IV e dell’ Enrico V”». Arrigo Boito, autore del libretto, riprende la trama de “Le Allegre comari di Windsor” - la più leggera e l’ultima delle tre opere di Shakespeare in cui appare Falstaff - ma attinge anche dall’Enrico IV e...
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