"Rossini va oltre i cliché"

18 OTT 18
Ultimo aggiornamento: 18:44 | 16 MAG 25
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"Credo che Il Viaggio a Reims” sia una summa di belcanto, tecnica, musicalità e fraseggio, avendo dunque anche un grande scopo didattico oltre che artistico. Non è casuale che la rappresentazione dell’opera sia anche momento culmine della prestigiosa Accademia Rossinana fondata dal grande e amato Maestro Alberto Zedda, del quale ebbi l’onore di essere assistente e che mi scelse personalmente per dirigere la produzione accademica del 2017, edizione dedicata proprio in suo onore dopo la triste scomparsa». Sono le parole di Michele Spotti, il direttore che stasera, venerdì 19, insieme con l’orchestra “I Pomeriggi Musicali di Milano”, salirà sul podio del nostro massimo teatro: alle 20 e 30 condurrà l’opera di Rossini, nel centocinquantesimo dalla morte (replica domenica 21 alle ore 15.30). Il musicista di Cesano Maderno, classe 1993, è senza alcun dubbio un enfant prodige: a soli ventiquattro anni è il direttore principale della Milano Chamber Orchestra.
Lo abbiamo contattato, dopo le prove.
Maestro, Rossini è molto amato dai melomani ma ritenuto un po’ “leggero” dagli amanti del repertorio sinfonico. Qual è il suo giudizio?
«Le prime qualità che vengono in mente a proposito di Rossini sono “frizzante” e “brillante”. Sono due cifre fondamentali del suo linguaggio. Nell’opera di stasera “Il viaggio a Reims”, queste caratteristiche dominanti sono alternati a momenti di lirismo, talvolta anche tragicità velata. Questa pagina è di fatto una Cantata, caratteristica formale che ci restituisce un Rossini diverso da certi cliché....
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