«Il suono del violino firmato da mio padre»

Sergej Krylov, atto secondo. Il secondo concerto - questa sera, venerdì 12 ottobre a partire dalle ore 21 - nell’Auditorium “Giovanni Arvedi” lo vedrà esibirsi nella doppia veste di solista e di direttore con la Lithuanian Chamber Orchestra, «eccezionale formazione di 27 musicisti con la quale collaboro ormai da una decina di anni e che già avete conosciuto a Cremona». Ed è proprio durante una pausa delle prove con la “sua” Orchestra che raggiungiamo telefonicamente il Maestro Krylov a Vilnius, capitale della Lituania.
Maestro con lo STRADIVARIfestival ha un rapporto ormai consolidato...
«Suono sempre molto volentieri a Cremona e al Museo del Violino. Cremona è la città del violino e lo sta diventando sempre di più, forse unico esempio al mondo. E sono così contento di quanto la città sta facendo grazie al Museo (ma non solo), - e allo Stradivarifestival – rassegna di alto livello artistico, merito anche del suo direttore Roberto Codazzi, che è un amico -, dove si esibiscono grandissimi violinisti; e non parlo di me, ma di tutti i nomi in cartellone. Riuscire a creare una realtà tanto importante per una piccola città è una cosa complessa ma Cremona ci sta riuscendo. E questo non può che farmi molto piacere: abbiamo combattuto diversi anni (me compreso), per promuovere la città di Cremona nel mondo come città della musica. Per questo mi hanno anche soprannominato “ambasciatore”: lo sono stato, lo sono e lo sarò sempre. Ambasciatore nel senso di promotore della cultura italiana, della musica, del violino e della liuteria moderna»...
Maestro con lo STRADIVARIfestival ha un rapporto ormai consolidato...
«Suono sempre molto volentieri a Cremona e al Museo del Violino. Cremona è la città del violino e lo sta diventando sempre di più, forse unico esempio al mondo. E sono così contento di quanto la città sta facendo grazie al Museo (ma non solo), - e allo Stradivarifestival – rassegna di alto livello artistico, merito anche del suo direttore Roberto Codazzi, che è un amico -, dove si esibiscono grandissimi violinisti; e non parlo di me, ma di tutti i nomi in cartellone. Riuscire a creare una realtà tanto importante per una piccola città è una cosa complessa ma Cremona ci sta riuscendo. E questo non può che farmi molto piacere: abbiamo combattuto diversi anni (me compreso), per promuovere la città di Cremona nel mondo come città della musica. Per questo mi hanno anche soprannominato “ambasciatore”: lo sono stato, lo sono e lo sarò sempre. Ambasciatore nel senso di promotore della cultura italiana, della musica, del violino e della liuteria moderna»...
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