StradivariFestival: arrivano Vengerov e Sergej Krylov

È una delle star del violino più attese a Cremona: si tratta di Maxim Vengerov, ospite domani sera, sabato 6 ottobre, insieme con il pianoforte di Roustem Saitkoulov, dello StradivariFestival. Il solista si esibisce in due pagine particolarmente dense: la terza Sonata di Brahms e la Seconda di Enescu, in Fa minore. La sezione dedicata a Ravel e Heinrich Wilhelm Ernst rappresenta invece il lato leggermente più ammiccante: dei due autori sopraccitati si ascolteranno la seconda Sonata e “The Last Rose of Summer”, compendio di virtuosismo estremo e fascinosa cantabilità. Se Brahms ed Enescu – quest’ultimo con un linguaggio più fiorito e meno austero - sono la quintessenza del “romanticismo”, la pagina di Ravel ci porta nel Novecento del Jazz: dopo un primo tempo che sembra prolungare le atmosfere dell’autore tedesco il Blues e il moto perpetuo dell’ultimo movimento portano al programma una ventata di freschezza.
Nel brano di Ernst, invece, il pianoforte tace per dare l’intero lo spazio alla bravura indiscussa del Maestro siberiano: nella scrittura di “The Last Rose of Summer”, tratto dai sei “Studi Polifonici”, destrezza digitale, bicordi che sembrano discendere dai Capricci di Paganini, arpeggi e ampio uso di pizzicati danno quasi l’impressione che a suonare siano due strumenti. Chiusura con “I Palpiti” di Paganini, una tappa quasi obbligata per l’archetto prodigioso di Vengerov. Un archetto che all’Auditorium Arvedi regalerà un’ulteriore dose di fascino: il Maestro suonerà lo Stradivari 1727 appartenuto a Rodolphe Kreutzer, il dedicatario della più famosa Sonata per violino di Beethoven...
Nel brano di Ernst, invece, il pianoforte tace per dare l’intero lo spazio alla bravura indiscussa del Maestro siberiano: nella scrittura di “The Last Rose of Summer”, tratto dai sei “Studi Polifonici”, destrezza digitale, bicordi che sembrano discendere dai Capricci di Paganini, arpeggi e ampio uso di pizzicati danno quasi l’impressione che a suonare siano due strumenti. Chiusura con “I Palpiti” di Paganini, una tappa quasi obbligata per l’archetto prodigioso di Vengerov. Un archetto che all’Auditorium Arvedi regalerà un’ulteriore dose di fascino: il Maestro suonerà lo Stradivari 1727 appartenuto a Rodolphe Kreutzer, il dedicatario della più famosa Sonata per violino di Beethoven...
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