StradivariFestival: spazio al Novecento

"One of the Twenty Top Women on Leadership” secondo il settimanale Newsweek, un Gramophone’s Young Artists of the Year, il Deutscher Schallplattenpreis, l’International Classical Music Award di Londra e l’Hollywood Bowl’s Hall of Fame. Per un musicista quest’ultimo riconoscimento equivale a lasciare la propria impronta sulla leggendaria Hollywood Walk of Fame. Sono alcuni dei riconoscimenti tributati a Sarah Chang, una delle sette superstar del violino che ascolteremo durante la sesta edizione dello Stradivari Festival. L’edizione 2018 - dal 28 settembre al 14 ottobre all’Auditorium “Giovanni Arvedi” - offrirà una parata di virtuosi dell’archetto: Nikolaj Znaider, James Ehnes insieme con la violoncellista Laura van der Heijden, Kirill Troussov, Maxim Vengerov, Sergej Krylov e Vladimir Spivakov. Ne parliamo con il direttore artistico, Roberto Codazzi.
Che filo conduttore lega i concerti della nuova edizione?
«Quest’anno si è dato più peso ad alcune espressioni del Novecento: nel cartellone, infatti, si trova una voluta alternanza fra brani del grande repertorio e pagine più ricercate. È il caso del nostro concittadino, Krylov: i suoi concerti rappresentano una sorta di “laboratorio” all’interno del Festival. Il Krylov Violin Project è molto simile a ciò che accade durante il Martha Argerich and Friends, a Lugano: i capisaldi del repertorio pianistico si fondono con autori o trascrizioni meno frequentate; ma non per questo meno godibili. Oltre ad essere l’ambasciatore della Cremona musicale nel mondo, Sergej incarna il lato più stimolante e sperimentale del Festival. Le due serata affidate al nostro concittadino prevedono, nel centenario dalla nascita, un omaggio a Leonard Bernstein. Il geniale direttore d’orchestra e compositore è presente con la Serenata per violino, archi, arpa e percussioni. Altrettanto coinvolgenti, a mio avviso, sono il Concerto di Chausson e la Quindicesima Sinfonia di Shostakovich trascritta per l’originale organico della Lituanian Chamber Orchestra: un quartetto d’archi e un quartetto di percussioni. L’impatto sonoro di questa serata sarà sicuramente di grande effetto....
Che filo conduttore lega i concerti della nuova edizione?
«Quest’anno si è dato più peso ad alcune espressioni del Novecento: nel cartellone, infatti, si trova una voluta alternanza fra brani del grande repertorio e pagine più ricercate. È il caso del nostro concittadino, Krylov: i suoi concerti rappresentano una sorta di “laboratorio” all’interno del Festival. Il Krylov Violin Project è molto simile a ciò che accade durante il Martha Argerich and Friends, a Lugano: i capisaldi del repertorio pianistico si fondono con autori o trascrizioni meno frequentate; ma non per questo meno godibili. Oltre ad essere l’ambasciatore della Cremona musicale nel mondo, Sergej incarna il lato più stimolante e sperimentale del Festival. Le due serata affidate al nostro concittadino prevedono, nel centenario dalla nascita, un omaggio a Leonard Bernstein. Il geniale direttore d’orchestra e compositore è presente con la Serenata per violino, archi, arpa e percussioni. Altrettanto coinvolgenti, a mio avviso, sono il Concerto di Chausson e la Quindicesima Sinfonia di Shostakovich trascritta per l’originale organico della Lituanian Chamber Orchestra: un quartetto d’archi e un quartetto di percussioni. L’impatto sonoro di questa serata sarà sicuramente di grande effetto....
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