L’arco di Branduardi sulle corde del silenzio

15 MAR 18
Ultimo aggiornamento: 18:3616 MAG 25
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Immagine di L’arco di Branduardi sulle corde del silenzio
A volte basta un piccolo episodio, magari avvenuto in maniera accidentale, perché il corso della nostra vita cambi radicalmente. È stato proprio un evento fortuito ad avvicinare un artista di fama internazionale come Angelo Branduardi alle corde del violino, rendendo questo strumento l’assoluto protagonista di alcuni dei suoi brani più celebri e più apprezzati. «Avrei dovuto suonare il pianoforte, ma costava troppo e soprattutto era troppo grande per le dimensioni della casa in cui abitavo da ragazzo», confessa in maniera scherzosa il cantautore, ospite dell’Auditorium “Giovanni Arvedi” - mercoledì 21 marzo prossimo (ore 21) - per uno degli appuntamenti inseriti nella rassegna Concerti all’Auditorium. Enorme è l’attesa per l’arrivo del celebre artista a Cremona, della quale egli conserva un ricordo quanto mai vivo e piacevole perché - confessa evocando un’esperienza vissuta tempo addietro - «ebbi modo di accarezzare alcuni dei violini più famosi della collezione cittadina, oltreché persino il privilegio di suonarne alcuni».
L’esibizione della prossima settimana (“Concerto in due”) segna il suo ritorno a Cremona a distanza di vari anni, oltretutto in una cornice molto raffinata qual è quella dell’Auditorium “Giovanni Arvedi”. Che cosa si aspetta?
«Mi hanno anticipato che si tratta di un contesto di notevole eleganza, in cui la stretta vicinanza tra gli artisti e il pubblico dà vita a un’atmosfera di grande intimità. Anche per me sarà un concerto emozionante, non c’è dubbio».
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