Mintz e il Cremonese due star per Stradivari

Torna lo Stradivari Memorial Day, l’appuntamento che il Museo del Violino promuove in occasione dell’anniversario della morte del sommo liutaio concittadino.
Lunedì 18 dicembre alle 21 sul palcoscenico dell’Auditorium Giovanni Arvedi si esibisce uno dei più acclamati violinisti del nostro tempo, Shlomo Mintz, solista e direttore dell’ensemble “I Virtuosi Italiani”.
In programma la Romanza in Sol maggiore di Beethoven, il Quarto Concerto in Re maggiore K 218 di Mozart; pagine affiancate da due opere che metteranno in risalto il Mintz conduttore: la Serenata in Mi minore di Elgar e il Concerto per archi di Nino Rota. Il celebre compositore eternato dai film di Fellini non a caso chiude la serata: dopo le atmosfere apollinee e melanconiche degli autori precedenti, i quattro movimenti del Concerto (Preludio, Scherzo, Aria) si coagulano in un Finale a briglia sciolta, con una cifra stilistica degna dello Shostacovich più mercuriale e irrequieto. Un motivo in più per ascoltare la formazione guidata da Mintz con il pedale dell’acceleratore “a tavoletta”: «I Virtuosi Italiani – ha scritto Enrico Girardi sul Corriere della Sera - sono un ensemble di assoluto valore. Affrontano il barocco, il classico e il contemporaneo non solo con disinvoltura, ma con una grinta, uno smalto e una adrenalina che produce vita e tensione senza portare oltre i limiti di una saggia pertinenza stilistica». In Beethoven e Mozart il solista imbraccerà uno dei più noti capolavori stradivariani, custodito nella sala più preziosa del Museo del Violino, “Lo Scrigno dei Tesori”: lo Stradivari “Cremonese” 1715. Primo strumento delle Collezioni Civiche, acquistato dall’Ente Provinciale per il Turismo, fece il suo rientro a Cremona il 17 dicembre 1961: da quel giorno è uno dei simboli della città.
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Lunedì 18 dicembre alle 21 sul palcoscenico dell’Auditorium Giovanni Arvedi si esibisce uno dei più acclamati violinisti del nostro tempo, Shlomo Mintz, solista e direttore dell’ensemble “I Virtuosi Italiani”.
In programma la Romanza in Sol maggiore di Beethoven, il Quarto Concerto in Re maggiore K 218 di Mozart; pagine affiancate da due opere che metteranno in risalto il Mintz conduttore: la Serenata in Mi minore di Elgar e il Concerto per archi di Nino Rota. Il celebre compositore eternato dai film di Fellini non a caso chiude la serata: dopo le atmosfere apollinee e melanconiche degli autori precedenti, i quattro movimenti del Concerto (Preludio, Scherzo, Aria) si coagulano in un Finale a briglia sciolta, con una cifra stilistica degna dello Shostacovich più mercuriale e irrequieto. Un motivo in più per ascoltare la formazione guidata da Mintz con il pedale dell’acceleratore “a tavoletta”: «I Virtuosi Italiani – ha scritto Enrico Girardi sul Corriere della Sera - sono un ensemble di assoluto valore. Affrontano il barocco, il classico e il contemporaneo non solo con disinvoltura, ma con una grinta, uno smalto e una adrenalina che produce vita e tensione senza portare oltre i limiti di una saggia pertinenza stilistica». In Beethoven e Mozart il solista imbraccerà uno dei più noti capolavori stradivariani, custodito nella sala più preziosa del Museo del Violino, “Lo Scrigno dei Tesori”: lo Stradivari “Cremonese” 1715. Primo strumento delle Collezioni Civiche, acquistato dall’Ente Provinciale per il Turismo, fece il suo rientro a Cremona il 17 dicembre 1961: da quel giorno è uno dei simboli della città.
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