Scandalosa e vitale la Carmen di Bizet monumento di passioni

15 NOV 17
Ultimo aggiornamento: 18:3216 MAG 25
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«Quando una natura appassionata, violenta, persino rozza come quella di Verdi arricchisce la nostra arte di un’opera vigorosamente vitale e impastata di oro, fango e bile, non andiamo a dirgli freddamente: ma caro signore, questo manca di gusto, non è signorile. Signorile! Michelangelo, Omero, Dante, Shakespeare, Beethoven, Cervantes e Rabelais sono forse signorili?».
È l’unico scritto da critico musicale vergato da George Bizet, il quale, in una lettera, nota anche: «Una volta per tutte non dare mai troppa importanza ai giudizi dei musicisti, anche dei migliori. Essi si identificano con l’opera e la osservano da un punto di vista tutto particolare. Sono prevenuti senza saperlo e ciò li rende ciechi».
I giudizi di Bizet sarebbero stati efficaci nel difendersi dalle critiche rivolte alla sua “Carmen”, il quarto dei sei appuntamenti offerti dalla stagione operistica del teatro Ponchielli, in programma questa sera, venerdì 17, alle 20.30. La celeberrima pagina del compositore francese - le statistiche ci dicono che è l’opera più rappresentata al mondo - è affidata a una promessa del podio: il giovane Carlo Goldstein, alla guida dell’Orchestra de “I Pomeriggi Musicali” di Milano, del Coro Operalombardia e del Coro di voci bianche Mousikè. Le due formazioni vocali sono state istruite da due musicisti concittadini: Diego Maccagnola e Raul Dominguez. La regia è firmata da Frédéric Roels. Si replica, con cast invariato, anche domenica, alle 15.30.
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