Francesca Dego Il cuore messo... alle corde

Francesca Dego ha tutta l’aria di essere una che i propri sogni li tiene in pugno. Bimba prodigio del violino, grande passione e professione che la porta sui palcoscenici più prestigiosi al mondo, la consacrazione di “grande talento” firmata da Salvatore Accardo, capelli lunghi, portamento elegante e un bel sorriso. «Ma il più grande sogno per chi fa musica - garantisce - non è legato ad una situazione. Sono le persone che puoi incontrare e che ti possono cambiare». Succede se dalla musica ti lascia avvolgere insieme a giganti come Accardo, Roger Norrington, Shlomo Mintz... Mischa Maisky. Con il più carismatico violoncellista al mondo (e con la Filarmonica di Torino) la giovane solista condividerà la scena dell’Auditorium “Giovanni Arvedi” nell’ultimo dei grandi concerti di uno StradivariFestival destinato a lasciare il segno: «Maisky è una di quelle personalità musicali enormi che ispirano e che cambiano il modo di fare musica. Basta la vicinanza, condividere le prove, il programma e si impara qualcosa di nuovo e di grande». [...]
Ora l’incontro a Cremona, non una città qualunque: «E’ la città simbolo del violino e per me è come tornare a casa». Qui Francesca ha seguito i corsi di perfezionamento all’Accademia Stauffer e spesso ha collaborato con il Museo del Violino. Ma il sentimento profondo che la lega alla città dei liutai le nasce letteralmente tra le mani: «Ho sempre suonato strumenti cremonesi. Dal primo Luca Maria Gallo da studente al magnifico Guarneri del Gesù ex Ricci, fino al violino che suono ora». E’ un Francesco Ruggeri del 1697 e con lui è stato un vero e proprio colpo di fulmine: «Dopo il prestito dell’ex Ricci cercavo “un violino per la vita”. Ne ho provati tanti, alcuni magnifici, ma quando mi hanno messo questo tra le mani ho sentito come una scossa»
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Ora l’incontro a Cremona, non una città qualunque: «E’ la città simbolo del violino e per me è come tornare a casa». Qui Francesca ha seguito i corsi di perfezionamento all’Accademia Stauffer e spesso ha collaborato con il Museo del Violino. Ma il sentimento profondo che la lega alla città dei liutai le nasce letteralmente tra le mani: «Ho sempre suonato strumenti cremonesi. Dal primo Luca Maria Gallo da studente al magnifico Guarneri del Gesù ex Ricci, fino al violino che suono ora». E’ un Francesco Ruggeri del 1697 e con lui è stato un vero e proprio colpo di fulmine: «Dopo il prestito dell’ex Ricci cercavo “un violino per la vita”. Ne ho provati tanti, alcuni magnifici, ma quando mi hanno messo questo tra le mani ho sentito come una scossa»
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