Piano solo in Silent Wifi L’arte che accende la notte tra tecnologia e intimità

Quando il silenzio diventa un luogo, l’arte trova spazio per nuove forme di espressione e nuovi intrecci. La tecnologia è il supporto grazie al quale un concerto può diventare qualcosa di più. Nel Silent WiFi Concert del pianista Andrea Vizzini, organizzato da Yamaha per Mondo Musica e presentato domani, sabato 30 settembre (ore 21) in piazza del Comune, le note - silenziose - viaggiano indisturbate dal pianoforte alle cuffie degli spettatori e disegnano la cornice per un suggestivo viaggio dentro la notte, insieme a versi di Shakespeare ed Hermann Hesse interpretati dall’attore Paolo Bessegato ad opere di arte contemporanea di Valerio Cassano e alle linee monumentali della Cattedrale e dei palazzi antichi del centro storico.
«In musica - spiega il maestro Vizzini - il silenzio ha una definizione nelle pause che i compositori codificano. Il silenzio è complementare al suono che, senza questi spazi “vuoti” non avrebbe lo stesso impatto». Nessun paradosso dunque tra la musica e il silenzio, tra la forma del concerto e la dimensione intima che WiFi e cuffie creano per ciascuno degli ascoltatori: «La differenza - osserva il musicista - è che quando si suona in una sala il pubblico è un’entità unitaria a cui arriva uniformemente ciò che suono. Nel Silent invece, quando vedo le luci delle cuffie che si muovno, il mio primo pensiero è rivolto alle singole persone, alle loro individualità. E’ qualcosa di più smile alla radio: non uno a tutti, ma uno a ciascuno.
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«In musica - spiega il maestro Vizzini - il silenzio ha una definizione nelle pause che i compositori codificano. Il silenzio è complementare al suono che, senza questi spazi “vuoti” non avrebbe lo stesso impatto». Nessun paradosso dunque tra la musica e il silenzio, tra la forma del concerto e la dimensione intima che WiFi e cuffie creano per ciascuno degli ascoltatori: «La differenza - osserva il musicista - è che quando si suona in una sala il pubblico è un’entità unitaria a cui arriva uniformemente ciò che suono. Nel Silent invece, quando vedo le luci delle cuffie che si muovno, il mio primo pensiero è rivolto alle singole persone, alle loro individualità. E’ qualcosa di più smile alla radio: non uno a tutti, ma uno a ciascuno.
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