Krylov apre lo scrigno per lo StradivariFestival «Un sentiero inesplorato»

Il fascino di epoche passate rivive nei nomi della liuteria classica cremonese. Un esempio lo si avrà domani sera, quando una parata di gioielli inaugurerà il primo concerto dello Stradivari Festival. L’auditorium Giovanni Arvedi ospita il concittadino Sergej Krylov a cui sono affidati otto strumenti provenienti dallo “scrigno dei tesori”: tre Stradivari (il “Clisbee” 1669, “Il Cremonese” 1715, il “Vesuvius” 1727 e lo “Scotland University” 1734), il Nicolò Amati “Hammerless” 1658 e tre Guarneri del Gesù (il “Quarestani” 1689, lo “Stauffer” e il “Principe Doria”, entrambi del 1734). A capo della Lithuanian Chambers Orchestra il virtuoso dell’archetto interpreta pagine di Bach, Vivaldi, Paganini, Saint-Saëns e Pablo De Sarasate. Un concerto che già dalle premesse si candida a essere ricordato come un evento speciale e fuori dall’ordinario.
Ne parliamo con il protagonista del concerto, Sergej Krylov, prima delle sessioni di prova con gli strumenti messi a disposizione dal Museo del Violino.
Maestro, come nascerà l’abbinamento fra i violini e le pagine del programma?
«Cercherò, per quanto possibile, di combinare il carattere e la scrittura di ogni brano - si spazia dal barocco al romanticismo - alle peculiarità di ogni strumento. Paganini suonava il “Cannone” di Guarneri del Gesù, ragione per la quale deciderò, in base al mio punto di vista, quale violino più gli si avvicina per impronta timbrica. Non ho ancora deciso tutti gli abbinamenti»
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Ne parliamo con il protagonista del concerto, Sergej Krylov, prima delle sessioni di prova con gli strumenti messi a disposizione dal Museo del Violino.
Maestro, come nascerà l’abbinamento fra i violini e le pagine del programma?
«Cercherò, per quanto possibile, di combinare il carattere e la scrittura di ogni brano - si spazia dal barocco al romanticismo - alle peculiarità di ogni strumento. Paganini suonava il “Cannone” di Guarneri del Gesù, ragione per la quale deciderò, in base al mio punto di vista, quale violino più gli si avvicina per impronta timbrica. Non ho ancora deciso tutti gli abbinamenti»
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