Per il 450° di Monteverdi un Orfeo che fa sognare

Sono passati dieci anni dall’ultima rappresentazione cremonese dell’Orfeo monteverdiano. In quell’occasione - in concomitanza con i quattrocento anni dalla “prima”, nel 1607 - il regista era Andrea Cigni. Sarà così anche per le recite di venerdì e sabato prossimo: l’artista toscano, da anni cremonese d’adozione, firmerà la regia del terzo spettacolo offerto dal Festival Monteverdi: una produzione - va sottolineato - interamente nata all’ombra del Torrazzo.
L’allestimento di Cigni si era guadagnato, nel 2007, una prestigiosa copertina sul mensile “Opera” mentre l’anno successivo il magazine inglese “Opera Now” lo aveva eletto come “uno dei migliori registi del 2008.” Il suo Orfeo - sono parole dello stesso autore - «richiama il concetto di “magico”. Luci, ambientazioni, costumi, situazioni drammatiche si ispirano a qualcosa di volutamente fantastico. La sensazione che nulla in questa storia appartenga al mondo del quotidiano, ma ad un mondo inventato, favoloso, lontano».
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L’allestimento di Cigni si era guadagnato, nel 2007, una prestigiosa copertina sul mensile “Opera” mentre l’anno successivo il magazine inglese “Opera Now” lo aveva eletto come “uno dei migliori registi del 2008.” Il suo Orfeo - sono parole dello stesso autore - «richiama il concetto di “magico”. Luci, ambientazioni, costumi, situazioni drammatiche si ispirano a qualcosa di volutamente fantastico. La sensazione che nulla in questa storia appartenga al mondo del quotidiano, ma ad un mondo inventato, favoloso, lontano».
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