Tutti gli amori di Lena Yokoyama La città che l’ha “rapita”, la musica, il pianista e il violino di mamma

16 MAR 17
Ultimo aggiornamento: 18:2116 MAG 25
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«Paganini è un mito. Ci hanno fatto pure un film. Con David Garrett, un violinista virtuoso e... beh, ragazze, fate una ricerca su Google». Gli studenti di una scuola media di Milano, in gita al Museo del Violino, si scambiano occhiate divertite. Lena Yokoyama, in abito lungo verde smeraldo, sorride con naturalezza: con un movimento del collo scosta i capelli neri, appoggia il mento ad un violino di 290 anni, il “Vesuvio” di Stradivari, e attacca il Capriccio numero 24. «Mi piace parlare, tenere un contatto diretto con il pubblico» spiega la violinista poco dopo, al termine dell’audizione.
Il pizzicato del Capriccio è coinvolgente, i giovanissimi spettatori colgono la complessità della tecnica e si lasciano andare ad un applauso fuori tempo. Lena non smette di suonare, scuote leggermente la testa e con uno sguardo placa sul nascere un brusio nel settore laterale.
«Detesto quando si fa passare la musica classica come qualcosa di noioso e per gente strana. Per questo mi piacciono artisti come Garrett o come Igudesman & Joo che uniscono grandi virtuosismi a uno stile moderno e innovativo che guarda anche alla musica popolare, anche se magari per il repertorio classico preferisco ascoltare Kavakos o Isabelle Faust. Non dobbiamo aver paura ad aprire tanti canali diversi per raggiungere i giovani, fargli arrivare degli input. Oggi magari sbadigliano, ma tra dieci anni potrebbero ricordarsi».
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