Clarissa, il suono del futuro

«I vostri vecchi sogneranno sogni, i vostri giovani vedranno visioni». Recita così la Bibbia nel libro di Gioele, ricordandoci i desideri e le speranze che vivono nell’animo di tutti. A volte non riusciamo a scalare le metaforiche vette spirituali di certe frasi, ma nel caso di Clarissa Bevilacqua riusciamo a fare nostro il passo sopraccitato: la giovane violinista piacentina, recente protagonista delle audizioni al Museo del Violino, i suoi sogni li sta esaudendo con costanza. Il suo curriculum ci restituisce un quadro ben chiaro. “Clarissa ha quindici anni e nutre una vera passione per la musica”: principia così la sua biografia, con un incipit che raramente viene riportato nei comunicati dei grandi talenti.
Inizia a studiare il violino all’età di cinque anni e a nove, davanti a migliaia di persone, debutta come solista al Pritzker Pavilion di Chicago. Da allora ha tenuto altri récitals a Chicago, Parigi, Milano, Firenze e nella nostra Cremona. Ha suonato alla Carnegie Hall e – un evento che emozionerebbe anche uno strumentista con il doppio dei suoi anni – dopo un Summit della Nato, in una serata riservata a capi di Stato e dignitari provenienti da tutto il mondo...
Inizia a studiare il violino all’età di cinque anni e a nove, davanti a migliaia di persone, debutta come solista al Pritzker Pavilion di Chicago. Da allora ha tenuto altri récitals a Chicago, Parigi, Milano, Firenze e nella nostra Cremona. Ha suonato alla Carnegie Hall e – un evento che emozionerebbe anche uno strumentista con il doppio dei suoi anni – dopo un Summit della Nato, in una serata riservata a capi di Stato e dignitari provenienti da tutto il mondo...
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