Arrivano i Candies for Breakfast Quattro quarti di una “junk” band

«Nei Police, se Sting diceva no, era no per tutti. Noi invece litighiamo perché ciascuno di noi è un quarto della band». I “Candie for Breakfast” sono appena nati, ma i rapporti tra loro hanno le spalle larghe. Diego Barborini e Mattia Tedesco si sono conosciuti da ragazzini ai corsi della scuola Pontesound quando ancora la sede era in via XI Febbraio. «Volevamo mettere su un gruppo - ricorda Mattia - Diego mi presentò, Nicola, suo cugino, che suonava il basso. Così iniziammo a registrare una cassetta con le canzoni che avremmo voluto suonare».
Le strade della musica sono troppe per non dividersi. Oggi Barborini, tra le altre cose, è il batterista dei Maddog, Tedesco ha da poco inciso un album strumentale tutto suo e da anni accompagna in tour musicisti di primo piano, da Grignani a Dolcenera, e Nicola Iazzi è in partenza per il quarto tour Europeo degli Embryo, metal band di Soresina in cui suona il basso.
Strade diverse che, prima o dopo, hanno incrociato quella di Giulia Dagani, la cantautrice cremonese dal caschetto rosa (oggi ne è rimasta solo qualche traccia) arrivata alla ribalta nazionale con il talent show The Voice. «Insieme - spiega lei - eravamo partiti con un progetto di cover chiamato Riot. Poi ci eravamo fermati, ma la scorsa estate ci è venuta la voglia di rimetterci insieme per fare stavolta qualcosa di nostro, pezzi inediti».
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Le strade della musica sono troppe per non dividersi. Oggi Barborini, tra le altre cose, è il batterista dei Maddog, Tedesco ha da poco inciso un album strumentale tutto suo e da anni accompagna in tour musicisti di primo piano, da Grignani a Dolcenera, e Nicola Iazzi è in partenza per il quarto tour Europeo degli Embryo, metal band di Soresina in cui suona il basso.
Strade diverse che, prima o dopo, hanno incrociato quella di Giulia Dagani, la cantautrice cremonese dal caschetto rosa (oggi ne è rimasta solo qualche traccia) arrivata alla ribalta nazionale con il talent show The Voice. «Insieme - spiega lei - eravamo partiti con un progetto di cover chiamato Riot. Poi ci eravamo fermati, ma la scorsa estate ci è venuta la voglia di rimetterci insieme per fare stavolta qualcosa di nostro, pezzi inediti».
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