Branduardi, poeta senza tempo «Cerco di arrivare alla radice»

16 LUG 15
Ultimo aggiornamento: 17:4016 MAG 25
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Immagine di Branduardi, poeta senza tempo «Cerco di arrivare alla radice»
Ha sempre guardato ai talent show con una certa circospezione, fermamente persuaso di come un’eccessiva esposizione mediatica possa essere, per certi versi, perfino sconsigliata. Altrettanto vale per il download, a suo modo di vedere artefice di uno stravolgimento pericoloso. In sintonia perfetta con il suo temperamento schivo, Angelo Branduardi – ospite del Festival “Acque Dotte”, domani sera (ore 21.30), sul Lungolago Zanardelli di Salò – predilige piuttosto un lavoro di ricerca più meticoloso e più paziente: solo così gli è possibile arrivare a scoprire quella che, per sua stessa ammissione, è la vera essenza della musica. È un’attività per nulla semplice, quella del cantautore: se ne troverà traccia in un concerto particolarmente atteso (“La pulce d’acqua”) in cui Branduardi non mancherà di dispensare “pennellate” di raffinata poesia.  
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Angelo Branduardi come “ricercatore”. Le piace quest’aggettivo, che molto spesso le è stato affibbiato?
«Lo accetto, benché lo condivida soltanto in parte. Non è, infatti, che io mi senta un autentico ricercatore: la mia musica attinge a un repertorio antico, giacché è mirata a fare vibrare corde nascoste. Più che a un tipo di ricerca che talvolta può essere fine a se stessa, io punto ad arrivare alle radici più profonde di un tipo di offerta artistica in cui il presente e il passato – e anche il futuro, poiché a me interessa da sempre essere all’avanguardia – si compenetrano dando vita a una canzone. Questa è la mia passione più autentica, e questa è la mia maniera d’intendere l’universo musicale».
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