Per i suoi 300 anni lo Stardivari "Cremonese" fa tappa all'Accademia di Santa Cecilia a Roma Incontro in musica con il sindaco Marino

La storia di tre secoli del violino Stradivari 1715 Cremonese è storia di viaggi che solo in parte i documenti del tempo riescono a ricostruire: dalla bottega del maestro alla corte del re di Polonia, forse, o forse a Mantova, certamente a Parigi e nella collezione di Joachim, che diede il nome allo strumento, fino al suo ritorno all’ombra del Torrazzo. Cremona è il suo porto d’approdo, ma quando Alfredo Puerari nel 1961, volle che il primo Stradivari a tornare in città fosse «di eccellente qualità e in grado di suonare”. «La mission del Museo del Violino - spiega Fausto Cacciatori, conservatore del Museo e curatore del volume che celebra i 300 anni del 1715 - è proprio quella, sempre con estrema cautela e se ci sono le condizioni di farlo ascoltare». Così il viaggio continua. «Per festeggiare i suoi 300 anni - spiega Virginia Villa, direttrice del Museo del Violino - lo Stradivari farà un piccolo tour in alcune città italiane. E l’anteprima, il prossimo 5 giugno, sarà nella miglior location possibile: a Roma, nella capitale, presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, per un incontro che va nella direzione dei gemellaggi con le eccellenze italiane ed internazionali che il Museo del Violino intende sempre più approfondire». [...]
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