Ritmi dell’altro mondo con Bettinelli balla Abu Dhabi

Capitava, qualche volta, che la pista da ballo, dopo la mezzanotte, fosse già quasi deserta. A quel punto il batterista si prende la scena. E per una mezz’ora le note della sagra prendevano direzioni inattese, raffinate, da cocktail club internazionale. «Suonare nelle orchestre da ballo non è il massimo - ride Dario Bettinelli, quel batterista - ma per me sono state una gavetta incredibile. Suonavo tre o quattro ore a sera, tutti i weekend e lì ho imparato che non esiste solo il rock, se vuoi essere un professionista e che se vuoi fare bene la musica, tutto diventa difficile». Anche il playback? «Quello mai – stoppa il trent’enne cremonese -. Nemmeno per il liscio. Dicevo a tutti: resto, ma solo se mi fate suonare davvero. E ho trovato qualcuno che ha accettato di farmi andare sopra le basi»...
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