Se il fiuto musicale è ereditato dal padre

Sergio Maggi non si considera un liutaio. È un paradosso ma è così. Non lo dice nemmeno per schermirsi: si considera un appassionato e un musicofilo. Eppure la sua storia è piuttosto nota ai cremonesi: la stampa locale si è soffermata più volte sulle sue riproduzioni di archi antichi. Opere che, come riportiamo nel box a fianco, hanno ricevuto diversi apprezzamenti e riconoscimenti. Non male per un ‘non-liutaio’. Altra ‘chicca’ che ha interessato la stampa locale è rappresentata anche dalla sua collezione di strumenti: oltre duecento esemplari di ogni genere, fra i quali mandolini, chitarre, strumenti a tastiera e moltissime rarità. Alcune sono davvero esotiche e rarissime a vedersi. La maggior parte di questa collezione ha due fonti...
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