E’ di scena Beethoven

La musica da camera ritorna al Ponchielli: dopo le grandiose ed estroverse sonorità di Shostacovich affrontati dalla Junge Deutsche Philarmonie, la stagione concertistica offre una serata improntata a repertori più cerebrali: stasera, venerdì 28 marzo, alle 20.30 il palcoscenico del nostro massimo teatro ospita il Quartetto di Cremona (Cristiano Gualco e Paolo Andreoli al violino, Simone Gramaglia, alla viola, Giovanni Scaglione al violoncello), formazione interprete di un dittico beethoveniano: il Quartetto in Si bemolle maggiore op.130 e quello in in La minore op.132.
Si tratta di opere coeve (l’arco temporale copre gli anni dal 1824 al 1827) caratterizzate, come accennato in apertura, da uno stile complesso ed assai elaborato. Al pari della produzione pianistica di quegli anni - si pensi alle Variazioni Diabelli alla Sonata op. 111, sembra che la Musica miri ad una purezza costruttiva superiore, diventando una sorta di astrazione.
La monumentale op. 130 - in sei movimenti due, fra cui si ricordano sia la toccante...
Si tratta di opere coeve (l’arco temporale copre gli anni dal 1824 al 1827) caratterizzate, come accennato in apertura, da uno stile complesso ed assai elaborato. Al pari della produzione pianistica di quegli anni - si pensi alle Variazioni Diabelli alla Sonata op. 111, sembra che la Musica miri ad una purezza costruttiva superiore, diventando una sorta di astrazione.
La monumentale op. 130 - in sei movimenti due, fra cui si ricordano sia la toccante...
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