Quelle note di violino dalla lontana Australia

«Caro Franco, sarò felice se potrò incontrarti alle mie lezioni di Ginevra». Firmato Henryk Szeryng. È un invito che scuoterebbe qualsiasi violinista. Anche (e soprattutto) oggi. Figuriamoci nel ‘76, quando Franco Domaneschi legge queste parole impresse dai severi caratteri di una macchina per scrivere. In calce, scritta a biro, la firma di uno dei più apprezzati e influenti interpreti dell’archetto, allora all’apice della carriera: proprio in quell’anno il violinista polacco Szeryng si accinge a vincere il secondo Grammy Award. Questa lettera viene letta in una casa a pochi passi dal mare. A Wellington, splendida e rilassata cittadina della Nuova Zelanda, vive, da circa undici anni, il musicista cremonese Franco Domaneschi: si è trasferito qui dopo aver vinto il concorso per violino di spalla nella New Zealand Symphony Orchestra. Una piccola rivoluzione, fatta con quella voglia di avventura e di novità che si possono avere solo a vent’anni. Dopo alcuni anni nella formazione milanese dell’Angelicum e un posto sicuro nell’Orchestra della Scala il musicista sceglie di cambiare vita a trecentosessanta gradi. Una scommessa coraggiosa, meditata però sulla consapevolezza di avere ottime carte da giocare
Maestro, le chiedo subito se le manca l’Italia.
Io e Maria Anna seguiamo...
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