Cent’anni dal Trio di Ravel

Dopo i concerti di Mozart e Shostakovich, Alexander Lonquich torna sul palcoscenico del Ponchielli: in occasione del concerto di giovedì 27 (ore 20 e 30), il pianista tedesco suona in trio con la violinista Carolin Widmann e il violoncellista Nicolas Altstaedt. Dopo aver celebrato i cento anni della Sagra della Primavera la stagione concertistica celebra un’altro brano coevo: il Trio di Ravel, anch’esso concepito nel 1913 ed eseguito per la prima volta il 28 gennaio dell’anno seguente. La serata è completata da un dittico schubertiano scelto per l’affinità dell’impianto tonale: i due Trii in Mi bemolle sono, però, composizioni assai diverse: il primo Trio, proposto in apertura di serata, è in un unico movimento: si tratta di Adagio probabilmente espunto da un lavoro di più ampie dimensioni. Composto nel 1827, è un brano costruito sul dialogo dei due archi sopra ad un accompagnamento pianistico dalla scrittura perlopiù ornamentale. Anton Diabelli lo pubblicò per la prima volta nel 1845, ed è conosciuto con il titolo apocrifo di ‘Notturno’, in evidente riferimento al clima sognante che, prima di una sezione modulante più concitata, incornicia le parti estreme. L’altro Schubert scelto dai tre strumentisti è quello del Trio op. 100, opera ben più profonda, complessa e ricca di chiaroscuri. Il temperamento dei quattro movimenti può essere...
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