Sette note e...un sorriso

30 GEN 14
Ultimo aggiornamento: 14:47 | 16 MAG 25
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E’ davvero attuale l’antico motto latino “ludendo docere”: insegnare divertendo è una missione che riesce a molti educatori musicali. Uno di questi è il violoncellista cremonese Fausto Solci. Ne parliamo con il musicista concittadino prima del secondo concerto dell’Associazione Paola Manfredini, i cui corsi di musica sono seguiti con un interesse crescente.
Qual è il polso dell’educazione musicale a Cremona?
Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, la nostra situazione ci dà molte soddisfazioni: i giovanissimi sono capaci di nutrire un profondo interesse per le sette note.
Che tipo di allievi frequentano i suoi corsi?
È un insieme piuttosto composito: giovanissimi, giovani che sostengono esami al conservatorio e adulti: fra i miei allievi c’è anche un anestesista over sessanta. Per lui la Musica ha la stessa valenza dei greci: è una vera e propria catarsi, un modo per trovare spiritualità dopo un lavoro fatto di turni di notte e responsabilità schiaccianti. Per quanto riguarda i giovanissimi mi sento di dire che il violoncello esercita un fascino molto particolare: mentre il pianoforte, spesso proposto o imposto dai genitori, riceve un impulso dall’esterno, il ‘mio’ strumento è scelto liberamente. La vicinanza con la voce umana, probabilmente, ha caratteristiche che lo rendono più vicino a un sentire musicale ancora istintivo
C’è, a suo avviso, qualche studente promettente?
Sì, una è senz’altro la milanese...
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