"L'età delle stagioni", là si...diedero la mano i più grandi della lirica

21 DIC 13
Ultimo aggiornamento: 16:4216 MAG 25
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Quando si svolgono le stagioni liriche al “Ponchielli” (quella del 2013 si è appena conclusa) ritornano alla mente - come ho già avuto modo di scrivere su queste colonne riguardo alle presenze dell’indimenticabile maestro dei cori Ottorino Vertova - non pochi ricordi di momenti, più o meno recenti, in cui il melodramma è stato protagonista sul palcoscenico del nostro teatro. Mi capita così di ricordare spesso i cantanti cremonesi che sono stati interpreti in diverse rappresentazioni operistiche.
Dirò subito che è Aldo Protti l’artista che vanta il maggior numero di presenze nei cartelloni del “Ponchielli”. Il grande baritono ha debuttato nel nostro teatro, nel 1948, come Figaro ne “Il barbiere di Siviglia” di Rossini. Successivamente ha interpretato Carlo di Vargas (”La forza del destino”), Gerard (Andrea Chenier, in due stagioni), Rigoletto (in quattro stagioni), re Carlo (Ernani, in due stagioni), Il conte di Luna (”Il trovatore”), Jago (”Otello”), Falstaff, Barnaba (”La Gioconda”), Nabucco, Telramondo (”Lohengrin”), Germont (”La traviata”), Scarpia (”Tosca”), Amonasro (”Aida”).
Protti riscosse sempre, nelle sue esibizioni cremonesi, notevoli successi, a conferma delle sue elevate doti vocali ed interpretative. Un altro celebre baritono, l’annicchese Mario Basiola, è stato protagonista in alcune stagioni liriche al “Ponchielli”: fu Renato nel verdiano “Un ballo in maschera” nel 1933 e vi portò la sua efficacissima interpretazione di Rigoletto (cantando assieme a Lina Pagliughi) nella “stagione” 1937. Memorabile...
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