Stagione concertistica cremonese: il Ponchielli è partito con Stravinsky

10 DIC 13
Ultimo aggiornamento: 16:4116 MAG 25
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Avvio lievemente sottotono per la stagione concertistica: non certo dal lato dell'esito artistico, quanto per l'affluenza di pubblico non particolarmente esuberante. La fitta nebbia e il freddo non propiziano una platea da tutto esaurito. Peccato. Il primo appuntamento offerto dal teatro Ponchielli ha mostrato qualità opposte a quelle meteorologiche: davvero caldissimo e ribollente la Sagra della primavera di Stravinsky letta dal Trio Diaghilev nella singolare trascrizione per due pianoforte e percussioni. Ugualmente coinvolgente l'Americano a Parigi dipinto da Gershwin e le accensioni nella Valse di Ravel: il blues e il jazz del compositore americano chiudono la cronologia dei brani ascoltati precedentemente. La Vienna di fine Ottocento – seppur ricostruita nel secolo ventesimo - lascia spazio al clangore primordiale e barbarico dell'avanguardia per antonomasia.
Il pubblico gradisce ogni battuta offerta dai musicisti: Mauro Totaro e Daniela Ferrati cavano dal pianoforte colori generosi, Ivan Gambini (al gruppo percussioni, xilofono e glockenspiel) è dotato di una precisione a dir poco millimetrica. Dopo il totalizzante Sacre du printemps i tre non concedono bis. Sembrerebbe – lo si capisce dalle parole dello stesso Totaro – di voler aggiungere una frase dopo aver detto già tutto.