Giuliette e i Superio conquistano il Piper Le canzoni cremonesi che hanno stregato Mogol «Questi premi, la nostra grande occasione»

«Già suonare sul palco dello storico Piper di Roma è un'emozione incredibile». Giuliette, sul treno del ritorno, non sta nella pelle. La finalissima del Tour Music Fest nel locale dove hanno suonato Who, Nirvana, Genesis, Pink Floyd... ha tutta l'aria di una consacrazione per la cantautrice cremonese che torna dalla capitale con il premio discografia Alfa Music: «È un'etichetta indipendente che produrrà e distribuirà un mio singolo. È una grande opportunità, anche per il disco a cui sto lavorando». Sul treno insieme a lei anche Lorenzo, Giacomo e Tommaso, i Superio che scendono alla stazione con due trofei: «Uno è il premio Universal: la major discografica distribuirà il nostro primo disco. E l'altro è il premio “Band dell'anno”. Produrranno anche un video clip per un nostro pezzo».
Per la Cremona della musica emergente un autentico trionfo in uno dei contest musicali più importanti d'Europa, che ha visto sfidarsi quasi 10mila artisti da tutta la penisola. A giudicare una giuria di esperti, discografici e musicisti, presieduta niente meno che da Mogol.
«È stata una bella serata – raccontano i Superio -. Il livello musicale molto alto e il locale quasi pieno. Noi abbiamo portato “La conquista del Vietnam”, versione italiana di un nostro pezzo che in origine si chiamava "A little scar" che è stato accolto bene. La gente applaudiva e ballava. Avevamo qualche dubbio sul testo, temevamo la critica, ma se a Mogol è piaciuto...».
Giuliette, invece, è arrivata alla finale nella categoria cantautori con “Io vivo di te”, brano dedicato alla musica: «Le altre concorrenti erano tutte molto brave, così quando sono salita sul palco ho pensato a divertirmi senza pormi obiettivi. Poi è arrivato questo premio e sono felicissima. I produttori indipendenti incoraggiano molto gli artisti emergenti. Adesso voglio lavorare duro e con pazienza per sfruttare l'occasione».
Dal palco del Piper, dunque, una rampa di lancio internazionale per i nostri giovani artisti: «Suoniamo da 12 anni – raccontano Lorenzo, Tommaso e Giacomo – ma il progetto Superio è nuovo. Stavamo quasi per abituarci alle porte in faccia, poi la Universal ci ha scelti. È il primo grande riconoscimento del nostro lavoro. E pensare che abbiamo fatto tutto da soli. A Roma quasi tutti arrivavano con il manager o il produttore. Noi eravamo quasi allo sbaraglio. Per questo siamo felicissimi, è un bel segnale che una major decida di investire su una band indipendente. Vuol dire che anche la nostra musica in Italia può funzionare».
Il treno del rock ferma (orgogliosamente) a Cremona. Ma il viaggio è appena cominciato.
Per la Cremona della musica emergente un autentico trionfo in uno dei contest musicali più importanti d'Europa, che ha visto sfidarsi quasi 10mila artisti da tutta la penisola. A giudicare una giuria di esperti, discografici e musicisti, presieduta niente meno che da Mogol.
«È stata una bella serata – raccontano i Superio -. Il livello musicale molto alto e il locale quasi pieno. Noi abbiamo portato “La conquista del Vietnam”, versione italiana di un nostro pezzo che in origine si chiamava "A little scar" che è stato accolto bene. La gente applaudiva e ballava. Avevamo qualche dubbio sul testo, temevamo la critica, ma se a Mogol è piaciuto...».
Giuliette, invece, è arrivata alla finale nella categoria cantautori con “Io vivo di te”, brano dedicato alla musica: «Le altre concorrenti erano tutte molto brave, così quando sono salita sul palco ho pensato a divertirmi senza pormi obiettivi. Poi è arrivato questo premio e sono felicissima. I produttori indipendenti incoraggiano molto gli artisti emergenti. Adesso voglio lavorare duro e con pazienza per sfruttare l'occasione».
Dal palco del Piper, dunque, una rampa di lancio internazionale per i nostri giovani artisti: «Suoniamo da 12 anni – raccontano Lorenzo, Tommaso e Giacomo – ma il progetto Superio è nuovo. Stavamo quasi per abituarci alle porte in faccia, poi la Universal ci ha scelti. È il primo grande riconoscimento del nostro lavoro. E pensare che abbiamo fatto tutto da soli. A Roma quasi tutti arrivavano con il manager o il produttore. Noi eravamo quasi allo sbaraglio. Per questo siamo felicissimi, è un bel segnale che una major decida di investire su una band indipendente. Vuol dire che anche la nostra musica in Italia può funzionare».
Il treno del rock ferma (orgogliosamente) a Cremona. Ma il viaggio è appena cominciato.