Il Collegium Vocale riscopre Mozart con tre concerti tra Crema e Lodi dedicati alle "Litaniae" sacre

Quando si parla della musica sacra di Mozart immediatamente si pensa al Requiem, alla Messa dell’Incoronazione, forse ai Vespri o a spezzoni di opere ascoltati qua e là. La maggior parte della produzione sacra del compositore rimane sconosciuta, non eseguita o addirittura dimenticata. Il Collegium Vocale di Crema, da sempre attento alla riscoperta di opere meno famose ma non meno rappresentative, propone quest’anno le Litaniae de venerabili altaris Sacramento KV 243, una composizione minore che si può considerare uno dei capolavori sacri dell’ingegno mozartiano.
L'appuntamento sarà domenica 8 dicembre a Lodi alle ore 16 presso la chiesa di S. Francesco, Domenica 15 dicembre or 21 a Crema presso la Chiesa di S. Bernardino e domenica 22 dicembre alel 21 a Crema, presso la chiesa della SS. Trinità.
La parola “litaniae” evoca probabilmente particolari sensazioni e ricordi, reazioni a un mondo tradizionale o devozionale che una troppo frettolosa riforma liturgica ha messo in disparte.
Solo il genio di Mozart riesce a trasformare questa lunga sequenza di invocazioni (Kyrie eleison, Panis vivus miserere nobis, ecc.) in una straordinaria teoria di generi musicali, di interventi solistici, corali e strumentali, alternando piani sonori, timbri e dinamiche di grande effetto.
Nulla di monotono, nulla di superato ma solo una grande composizione in cui l’ascoltatore è portato con una musica sublime alla contemplazione dell’Eucarestia.
Composte nel marzo 1776, rivelano una maturità artistica sorprendente e il tratto ormai deciso e consolidato di un musicista unico nella storia. Anima profondamente cattolica, quella di Mozart, che alla corte del principe-vescovo di Salisburgo non può che esaltare il nucleo di fede del cattolicesimo, vivendo e lavorando in una città al confine con la Germania in cui il protestantesimo si faceva veicolo della sola fide e sola scriptura. Mozart prova a penetrare questo mistero con la forza e la dolcezza della sua musica, quanto mai “sacra” e dedita alla liturgia di ogni tempo e di ogni luogo, realmente universale.
La parola “litaniae” evoca probabilmente particolari sensazioni e ricordi, reazioni a un mondo tradizionale o devozionale che una troppo frettolosa riforma liturgica ha messo in disparte.
Solo il genio di Mozart riesce a trasformare questa lunga sequenza di invocazioni (Kyrie eleison, Panis vivus miserere nobis, ecc.) in una straordinaria teoria di generi musicali, di interventi solistici, corali e strumentali, alternando piani sonori, timbri e dinamiche di grande effetto.
Nulla di monotono, nulla di superato ma solo una grande composizione in cui l’ascoltatore è portato con una musica sublime alla contemplazione dell’Eucarestia.
Composte nel marzo 1776, rivelano una maturità artistica sorprendente e il tratto ormai deciso e consolidato di un musicista unico nella storia. Anima profondamente cattolica, quella di Mozart, che alla corte del principe-vescovo di Salisburgo non può che esaltare il nucleo di fede del cattolicesimo, vivendo e lavorando in una città al confine con la Germania in cui il protestantesimo si faceva veicolo della sola fide e sola scriptura. Mozart prova a penetrare questo mistero con la forza e la dolcezza della sua musica, quanto mai “sacra” e dedita alla liturgia di ogni tempo e di ogni luogo, realmente universale.
Programma:
F.J. Haydn (1732-1809): Missa Brevis N. 7 “Orgelsolomesse”,
per coro e orchestra d’archi
Eleonora Filipponi mezzosoprano, Riccardo Seresini organo solo
- Kyrie (coro e orchestra)
- Gloria (coro e orchestra)
- Credo (coro e orchestra)
- Sanctus (coro e orchestra)
- Benedictus (mezzosoprano, organo solo, coro e orchestra)
- Agnus Dei (coro e orchestra)
W.A. Mozart (1759-1791): Litaniae de venerabili altaris Sacramento KV 243
per soli, coro e orchestra
Lucrezia Drei soprano, Eleonora Filipponi mezzosoprano, Angelo Arpini tenore, Nicola Fava basso
- Kyrie (soli, coro e orchestra)
- Panis vivus (soprano e orchestra)
- Verbum caro (coro e orchestra)
- Hostia sancta (soli, coro e orchestra)
- Tremendum (coro e orchestra)
- Dulcissimum convivium (soprano e orchestra)
- Viaticum (soprani soli e orchestra)
- Pignus futurae gloriae (coro e orchestra)
- Agnus Dei (soprano e orchestra)
- Miserere (soli, coro e orchestra)
Omaggio natalizio
W.J. Kirkpatrick (1838-1921): Away in a manger
L'appuntamento sarà domenica 8 dicembre a Lodi alle ore 16 presso la chiesa di S. Francesco, Domenica 15 dicembre or 21 a Crema presso la Chiesa di S. Bernardino e domenica 22 dicembre alel 21 a Crema, presso la chiesa della SS. Trinità.
La parola “litaniae” evoca probabilmente particolari sensazioni e ricordi, reazioni a un mondo tradizionale o devozionale che una troppo frettolosa riforma liturgica ha messo in disparte.
Solo il genio di Mozart riesce a trasformare questa lunga sequenza di invocazioni (Kyrie eleison, Panis vivus miserere nobis, ecc.) in una straordinaria teoria di generi musicali, di interventi solistici, corali e strumentali, alternando piani sonori, timbri e dinamiche di grande effetto.
Nulla di monotono, nulla di superato ma solo una grande composizione in cui l’ascoltatore è portato con una musica sublime alla contemplazione dell’Eucarestia.
Composte nel marzo 1776, rivelano una maturità artistica sorprendente e il tratto ormai deciso e consolidato di un musicista unico nella storia. Anima profondamente cattolica, quella di Mozart, che alla corte del principe-vescovo di Salisburgo non può che esaltare il nucleo di fede del cattolicesimo, vivendo e lavorando in una città al confine con la Germania in cui il protestantesimo si faceva veicolo della sola fide e sola scriptura. Mozart prova a penetrare questo mistero con la forza e la dolcezza della sua musica, quanto mai “sacra” e dedita alla liturgia di ogni tempo e di ogni luogo, realmente universale.
La parola “litaniae” evoca probabilmente particolari sensazioni e ricordi, reazioni a un mondo tradizionale o devozionale che una troppo frettolosa riforma liturgica ha messo in disparte.
Solo il genio di Mozart riesce a trasformare questa lunga sequenza di invocazioni (Kyrie eleison, Panis vivus miserere nobis, ecc.) in una straordinaria teoria di generi musicali, di interventi solistici, corali e strumentali, alternando piani sonori, timbri e dinamiche di grande effetto.
Nulla di monotono, nulla di superato ma solo una grande composizione in cui l’ascoltatore è portato con una musica sublime alla contemplazione dell’Eucarestia.
Composte nel marzo 1776, rivelano una maturità artistica sorprendente e il tratto ormai deciso e consolidato di un musicista unico nella storia. Anima profondamente cattolica, quella di Mozart, che alla corte del principe-vescovo di Salisburgo non può che esaltare il nucleo di fede del cattolicesimo, vivendo e lavorando in una città al confine con la Germania in cui il protestantesimo si faceva veicolo della sola fide e sola scriptura. Mozart prova a penetrare questo mistero con la forza e la dolcezza della sua musica, quanto mai “sacra” e dedita alla liturgia di ogni tempo e di ogni luogo, realmente universale.
Programma:
F.J. Haydn (1732-1809): Missa Brevis N. 7 “Orgelsolomesse”,
per coro e orchestra d’archi
Eleonora Filipponi mezzosoprano, Riccardo Seresini organo solo
- Kyrie (coro e orchestra)
- Gloria (coro e orchestra)
- Credo (coro e orchestra)
- Sanctus (coro e orchestra)
- Benedictus (mezzosoprano, organo solo, coro e orchestra)
- Agnus Dei (coro e orchestra)
W.A. Mozart (1759-1791): Litaniae de venerabili altaris Sacramento KV 243
per soli, coro e orchestra
Lucrezia Drei soprano, Eleonora Filipponi mezzosoprano, Angelo Arpini tenore, Nicola Fava basso
- Kyrie (soli, coro e orchestra)
- Panis vivus (soprano e orchestra)
- Verbum caro (coro e orchestra)
- Hostia sancta (soli, coro e orchestra)
- Tremendum (coro e orchestra)
- Dulcissimum convivium (soprano e orchestra)
- Viaticum (soprani soli e orchestra)
- Pignus futurae gloriae (coro e orchestra)
- Agnus Dei (soprano e orchestra)
- Miserere (soli, coro e orchestra)
Omaggio natalizio
W.J. Kirkpatrick (1838-1921): Away in a manger