Elettronica ed effetti: pop sì, ma con l'anima Il piadenese Bona Head tra spiritualità e misticismo musicale

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Ultimo aggiornamento: 16:1416 MAG 25
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C'è chi nella sua voce ha trovato un pizzico di Bono Vox, una manciata di David Bowie e un retrogusto di Matthew Bellamy dei Muse. Un menu di tinte e influenze di tutto rispetto, insomma, quello che viene attribuito al piadenese Bona Head (all'anagrafe Roberto Bonazzoli). Un artista a tutto tondo che scrive, arrangia, canta, suona e produce le proprie canzoni, con una cifra distintiva importante: una passione per le atmosfere mistiche e spirituali, che fanno dei suoi brani una vera e propria esperienza onirica in musica.
Non a caso il suo ultimo album è nato proprio all'indomani di un sogno particolarmente vivido. “The Path” (il cammino, ndr) è uscito nel maggio dello scorso anno, anticipato dal singolo “Return to the path”, cantato in collaborazione con l'attrice Vanessa Borrini. «Mi sono svegliato e ho incominciato a rielaborare il tutto – racconta Bona Head -. All'inizio avevo pensato di trasformarlo in un racconto, poi invece il progetto ha intrapreso la strada del disco. Ne è uscito un concept album, che ripercorre questo viaggio introspettivo. E così questo cammino è stato ricordato anche nel titolo». Boschi irreali, montagne mistiche e zone morte: luoghi immaginari che danno il nome alle canzoni della tracklist (tra cui, appunto, “Unreal wood”,  “Mystic Mountain” e “Dead Zone”) e che simboleggiano il percorso dell'artista.
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