Voz Latina e quattro artisti di punta in un viaggio lungo il corso del Paraná

In scena ieri sera, mercoledì 12 giugno, nella cornice della Camera di Commercio, lo spettacolo Paraná – Un fiume che canta, organizzato dall'Associazione LatinoAmericana di Cremona. Sul palco, oltre all'ensemble del Coro Voz Latina, quattro artisti di puro talento e di fama internazionale: Maximiliano Baños, al canto e alla direzione, Luciana Elizondo, voce femminile e alla viola da gamba, Quito Gato, alla chitarra e al pianoforte, e Lincoln Almada, all'arpa e alle percussioni.
Atmosfere uniche a rievocare il viaggio lungo il corso del fiume Paraná, che tange diversi Paesi del Sudamerica.
Si comincia con il Brasile, con una guarania malinconica che apre il concerto intimistico e si riallaccia ad una paraguaiana, immediatamente successiva, con Gato e Almada grandi mattatori della prima parte. Dalle terre verdeoro al Paraguay e quindi all'Argentina, prendendo in considerazione la litoraleña, la musica nata sulle coste del fiume, quasi una ninna nanna che accarezza come un ipnotico viavai d'onde.
Samba fuori programma nella seconda parte dello spettacolo – aperta dal coro dei bambini –, con un arrangiamento di Gato per chitarra e viola da gamba, una samba durante la quale fa il suo ingresso anche un tamburo, mentre a fianco del palco scorrono su due maxischermi le videoproiezioni di Sol Capasso.
Dopo Buenos Aires si va in Uruguay, e al termine di una milonga si sfocia nel mare assieme al Paraná, con una candombe uruguayana dai sapori quasi africani che propone una chiusa interattiva, che richiede il supporto del pubblico in sala.
C'è spazio anche per un bis fuori programma, con il Coro Voz Latina sugli scudi.
Un appuntamento sicuramente consigliabile, da non perdere.
Atmosfere uniche a rievocare il viaggio lungo il corso del fiume Paraná, che tange diversi Paesi del Sudamerica.
Si comincia con il Brasile, con una guarania malinconica che apre il concerto intimistico e si riallaccia ad una paraguaiana, immediatamente successiva, con Gato e Almada grandi mattatori della prima parte. Dalle terre verdeoro al Paraguay e quindi all'Argentina, prendendo in considerazione la litoraleña, la musica nata sulle coste del fiume, quasi una ninna nanna che accarezza come un ipnotico viavai d'onde.
Samba fuori programma nella seconda parte dello spettacolo – aperta dal coro dei bambini –, con un arrangiamento di Gato per chitarra e viola da gamba, una samba durante la quale fa il suo ingresso anche un tamburo, mentre a fianco del palco scorrono su due maxischermi le videoproiezioni di Sol Capasso.
Dopo Buenos Aires si va in Uruguay, e al termine di una milonga si sfocia nel mare assieme al Paraná, con una candombe uruguayana dai sapori quasi africani che propone una chiusa interattiva, che richiede il supporto del pubblico in sala.
C'è spazio anche per un bis fuori programma, con il Coro Voz Latina sugli scudi.
Un appuntamento sicuramente consigliabile, da non perdere.