Al Ponchielli lo spettacolo finale della rassegna Back to Scool! dedicato a Giorgio Gaber

Libertà è partecipazione, cantava Giorgio Gaber in un brano del 1972. Oggi quelle stesse parole risuonano al teatro Ponchielli, dove gli studenti di “Back to School! 2013” stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli in vista dello spettacolo di questa sera alle 21.30. Obiettivo: rendere omaggio al signor G a dieci anni dalla sua scomparsa, proponendo al pubblico alcune tra le pagine più significative della sua critica sociale, attraverso un connubio fra musica e prosa. Sul palcoscenico accanto ai ragazzi, ci sarà anche Giulio Casale, uno tra gli interpreti più noti del teatro canzone di oggi, che ha seguito l'intero progetto in prima persona.
«Non sarà un concerto, ma un vero e proprio spettacolo teatrale – spiega il professor Aldo Pini, coordinatore del progetto -. Casale ha creato una scaletta molto ricercata, per rendere giustizia alla complessità dell'autore. Ci saranno canzoni molto note come “Un'idea”, “Far finta di essere sani” e “Lo shampoo”, insieme con brani meno conosciuti come “I borghesi” e “L'elastico”».
Una trentina gli studenti delle scuole superiori che hanno preso parte a questa settima edizione del laboratorio musicale “Back to School!”, organizzato dal Centro Musica “Il Cascinetto” del servizio politiche giovanili del Comune di Cremona in collaborazione con la Fondazione teatro Amilcare Ponchielli e la Fondazione Giorgio Gaber di Milano.
Una trentina gli studenti delle scuole superiori che hanno preso parte a questa settima edizione del laboratorio musicale “Back to School!”, organizzato dal Centro Musica “Il Cascinetto” del servizio politiche giovanili del Comune di Cremona in collaborazione con la Fondazione teatro Amilcare Ponchielli e la Fondazione Giorgio Gaber di Milano.
«È un repertorio per nulla semplice, ma nel tempo è cresciuto dentro ai ragazzi, che hanno affrontato la sfida con impegno e dedizione – continua Pini -. La musica leggera può sembrare facile da cantare e suonare, ma alla prova pratica si scoprono una miriade di dettagli che devono essere tenuti in considerazione, a partire dal ritmo. In questo senso è stato molto importante il contributo dell'insegnante di percussioni Marco Carnesella, che ha affiancato gli altri tutor, Mattia Tedesco e Giulia Dagani. Grazie ai loro consigli e a quelli di Giulio Casale, gli studenti hanno imparato come valorizzare con la musica il significato delle parole. Senza contare l'esperienza al Ponchielli: cantare su quel palco sarà per loro una prova formativa fenomenale, di quelle che resteranno impresse per sempre nel loro animo».
«Gaber è un autore indubbiamente difficile da interpretare – racconta Tommaso Brignoli, giovane cantante e musicista del liceo scientifico Vida -. La grande sfida sta nell'apprendere la gestualità e la mimica tipica del teatro canzone. Conoscevo le sue canzoni sin da piccolo, ma questa esperienza mi ha permesso di approfondire il suo repertorio e studiarne lo stile».
«Non sono le classiche canzoni che si affrontano tutti i giorni – sottolinea Brenda Lawrence, studentessa di seconda al liceo classico Manin -. Ho incominciato con il canto da circa un anno, e questa esperienza mi sta aiutando molto. Da un lato perché mi costringe ad adottare un nuovo punto di vista per quanto riguarda l'interpretazione. Dall'altro, perché cantare in gruppo insegna anche a relazionarsi con le altre persone. E poi ci sono i consigli di Giulio Casale. Lui parla poco, ma quello che dice rimane sempre impresso».
Soddisfatti dei progressi dei ragazzi anche i tutor Giulia Dagani e Mattia Tedesco. «Conoscere una realtà musicale tanto lontana dalle loro abitudini è stato un ostacolo complesso da affrontare – riflettono -, ma hanno saputo rispondere con entusiasmo agli stimoli. Quello questa sera, sia per loro sia per noi, è un appuntamento molto importante. Nell'aria c'è un grande entusiasmo, non vediamo l'ora di andare in scena».