Crema, Gualazzi incanta il San Domenico: dall'italiano all'inglese, dal blues al rock In platea anche Caterina Caselli

26 MAR 13
Ultimo aggiornamento: 15:4916 MAG 25
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Immagine di Crema, Gualazzi incanta il San Domenico: dall'italiano all'inglese, dal blues al rock In platea anche Caterina Caselli
Pubblico delle grandi occasioni quello che ha gremito ieri sera il Teatro San Domenico a Crema per la presentazione in prima assoluta di Happy Mistake, il nuovo tour di Raphael Gualazzi.
Serata speciale, importante e impegnativa dato che in platea sedeva anche Caterina Caselli, la produttrice discografica di Raphael che si conferma un musicista di indiscusso talento, un orgoglio per il panorama artistico italiano e ormai anche internazionale.
Elegantissimo come sempre, canta e incanta con il suono del suo pianoforte per un’ora e mezza di vera musica con la M maiuscola. Parla pochissimo ma saluta e da il benvenuto al pubblico poi, sempre emozionato e visibilmente felice, continua a ringraziare per gli applausi calorosi accennando un «Come va?» a metà spettacolo. Il pubblico gli risponde urlando «Bravo!» e applaude nuovamente. Passa dall’italiano all’inglese, dal blues al soul, dal rock al country gospel, dal jazz all’opera lirica, affiancato da musicisti di altissimo livello fra cui Damien Verherve al trombone, Luigi Faggi alla tromba, Julien Duchet al sax, tre vocalist Bene Maillot, Lisa Griset e Sophie Afoy con tre voci bellissime e singolari, l’italiano Massimiliano Castri alla batteria, l’eclettico Emah Otu al basso e il chitarrista Laurent Miqueu.
Doveva essere una prova generale quella di ieri sera dato che il tour si apre domani 28 marzo a Parigi ma è stato molto di più e il pubblico in piedi ad applaudire e a battere i piedi alla fine dello spettacolo ne è stata la dimostrazione. Non ci sono state solo le canzoni a far andare il pubblico in delirio, ma anche pezzi solistici al pianoforte di incredibile virtuosismo come l’omaggio a Verdi “Questa o quella per me pari non sono” con cui Raphael traduce in musica il sarcasmo e la leggerezza di costumi con cui il Duca di Mantova tratta il gentil sesso e la bellissima “Improvvisazione su temi di Amarcord” penultimo pezzo della serata, un omaggio ad uno dei film più amati da Raphael che colora di interventi rapsodici le indimenticabili musiche di Nino Rota per il film di Fellini.
Ultimo brano della serata, non a caso forse, “I’m tired” in cui si è respirata tutta l’anima soul di Raphael per una chiusura in grande stile.
Una serata indimenticabile conclusa con una coda interminabile e meritata davanti al camerino per gli autografi.