Corsi da 0 a 12 anni nella scuola del "Costanzo Porta", dove si impara a crescere con la musica

25 MAR 13
Ultimo aggiornamento: 11:2419 MAG 25
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Bianca, Mariasole, Matteo, Mattia, Marta, Matilde, Giulia, Federico, Sofia, Marco, Geremina, Nicola e, ancora, Matteo. Nomi da non dimenticare. Rappresentano le future promesse del canto cremonese. Sono i 13 piccoli coristi delle voci bianche della scuola “Costanzo Porta”, diretta dal maestro Antonio Greco. Una fucina di talenti che negli ultimi cinque anni ha dato vita a numerose iniziative: tutte hanno al centro la musica, intesa a 360°.
In principio c'era “semplicemente” il Coro Costanzo Porta, nato nel 1993. Con sede nei locali dell'oratorio della Cattedrale, il prossimo anno cambierà indirizzo, ma la sua tradizione, che in questi venti anni lo ha messo in luce su palcoscenici nazionali ed internazionali, rimarrà quella di sempre.
Dal questa esperienza principale sono nate attività parallele, ideate per formare e creare una sorta di vivaio: la scuola prevede lezioni di alta formazione e l'ensemble dei giovani. «Negli ultimi cinque anni – spiega il direttore – abbiamo avviato la propedeutica dedicata ai bambini dai 3 ai 12 anni. Da qui, la formazione del gruppo di voci bianche che quest'anno è impegnato anche nello studio di strumenti musicali antichi». Si chiama “Incanto d'Infanzia”. La maestra è Cristina Greco e il suo compito è quello di insegnare non solo canzoni, ma anche le regole del pentagramma: «Si canta e si impara a leggere le note – racconta l'insegnante –. Stiamo studiando strumenti a percussione ed ora quelli più impegnativi come la viola da gamba, e presto pianoforte e flauto. Questo ci permetterà per la prima volta di formare una piccola orchestra che ci accompagnerà durante il saggio finale».
L'obiettivo è quello di potere fare crescere numericamente e qualitativamente la formazione per potersi cimentare anche con brani a cappella, repertorio sacro e composizioni del '600-'700, che è poi quello cui si ispira il coro adulto. Poi ci sono mete più lontane, come la partecipazione a manifestazioni nazionali. «Attualmente – continua la maestra Cristina, senza svelare troppo – abbiamo alcune collaborazioni. I bambini hanno avuto anche la possibilità di fare belle esperienze, come ad esempio esibirsi in sala registrazione, cantando come solisti o accompagnati dalla sola chitarra».
Dalla scuola è poi nata un'altra attività, unica nel panorama provinciale: si chiama “Prime note” ed è rivolta ai bambini da 0 a tre anni. A curare l'attività dei baby coristi è Tea Galli, educatrice da dieci anni con specializzazione in musicoterapia appresa all'Aigom (Associazione italiana Gordon per l'apprendimento musicale).
Il metodo è improntato a fare della musica un'esperienza quasi corporea, sfruttando l'immensa capacità di apprendimento che si ha solo a quell'età. «Ciò che importa non è la produzione del suono – spiega l'insegnante – ma l'ascolto. La forma migliore perché il bimbo apprenda è quella del canto senza accompagnamento. Suoni e ritmi variegati sono l'ambiente nel quale vengono immersi insieme ai genitori». Armonia e movimento. Le chiavi per sviluppare una musicalità nel modo più naturale possibile. Come un linguaggio.