Famiglia, addio “obbligo di firma”

Ventuno anni: tanto durò la consuetudine di cui il narratore di questo lacerante romanzo si fece protagonista al cospetto dei suoi genitori; una vita “con obbligo di firma”, scandita ogni due settimane dal tragitto di 70 Km che separa Torino dalla casa del padre e della madre, sempre meno frequentata fino all’ultimo pranzo, in un diradarsi degli incontri in cui Bajani non ravvede, a distanza di tempo e di un percorso di terapia, alcuna premeditazione, solo l’umano istinto a frapporre una distanza tra noi e ciò che fa male (“Deviai la mia famiglia su un binario morto in un giorno piovoso di dicembre”). Secondogenito di una coppia trasferitasi dalla periferia romana a un paesino piemontese “ai bordi della mappa”,...
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