«Ho scelto prose e versi per parlare di me»

«Quando morirò, voglio che di me si dica quello che volevo io». Così spiega Vincenzo Montuori, poeta cremonese di origini napoletane, la sua scelta di scrivere l’autobiografia poetica, “Lo sguardo laterale”, che presenterà sabato 22 (alle ore 17.30), all’Adafa (Casa Sperlari, via Palestro 32) di Cremona.
Perché un’autobiografia poetica?
«Avevo due strade da percorrere: quella di fare un’autobiografia tradizionale, oppure stabilire dei paletti entro cui stare. Ho preferito la seconda possibilità e c’è anche un motivo pratico: quando morirò, voglio che di me si dica quello che volevo io.
Questo libro è il secondo step di un progetto poetico che ho cominciato circa dieci anni fa, quando pubblicai una selezione delle poesie in rima scelte tra quelle scritte in trent’anni e per me importanti. Questa opera, invece, nasce dal desiderio di riflettere sugli autori che hanno determinato il mio percorso. Non è stata una cosa facile da costruire, ecco perché ci ho messo tanto tempo»....
«Avevo due strade da percorrere: quella di fare un’autobiografia tradizionale, oppure stabilire dei paletti entro cui stare. Ho preferito la seconda possibilità e c’è anche un motivo pratico: quando morirò, voglio che di me si dica quello che volevo io.
Questo libro è il secondo step di un progetto poetico che ho cominciato circa dieci anni fa, quando pubblicai una selezione delle poesie in rima scelte tra quelle scritte in trent’anni e per me importanti. Questa opera, invece, nasce dal desiderio di riflettere sugli autori che hanno determinato il mio percorso. Non è stata una cosa facile da costruire, ecco perché ci ho messo tanto tempo»....
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