La memoria della Shoah e il modo per raccontarla

“Sono molto pessimista per il futuro, perché la storia cambia, le persone muoiono, ormai di sopravvissuti come me ce ne sono meno delle dita di una mano”. Parole sconsolate, quelle utilizzate in una recente intervista da Liliana Segre: la preoccupazione della senatrice a vita, sopravvissuta ad Auschwitz e all’Olocausto è che con il passare del tempo, e perduto il valore della testimonianza, si cancelli la memoria della Shoah. L’unica speranza per Segre sopravvive nei “nipoti ideali”, dunque, nei giovani. Non abbiamo risposte a questi dubbi, possiamo però confrontarci con le parole di chi si occupa di didattica della memoria: progetti, percorsi e riflessioni su ebraismo e Shoah nelle scuole, divulgazione attraverso incontri, libri e romanzi per diventare noi stessi “memoria”. Matteo Corradini è ebraista e scrittore. Coltivare questa specifica “Memoria” è la sua passione: «se così non fosse - dice - avrei già smesso da tempo...». «Quest’anno - ammette - si avverte del pessimismo intorno alla Giornata della memoria. Tra le comunità ebraiche, tanto per cominciare, anche riguardo all’antisemitismo, tornato a crescere. La guerra in Palestina ha fatto e sta facendo del male a tutti:...
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